l Circolo Legambiente Lamone Faenza interviene nel dibattito cittadino sulla carenza di palestre e di abitazioni accessibili, proponendo un approccio sostenibile e attento alla tutela del territorio. L’associazione invita il Comune a privilegiare il recupero degli edifici dismessi invece della costruzione di nuovi impianti su aree verdi.
La carenza di palestre e alloggi accessibili
Negli ultimi giorni, la stampa ha riportato che il Comune di Faenza starebbe valutando una procedura di evidenza pubblica per coinvolgere soggetti privati nella costruzione di nuove palestre.
Il tema, sottolinea Legambiente, è certamente rilevante: «Quest’anno infatti – si legge nella notizia – sono 43 le ore settimanali di attività sportiva che il Comune non è riuscito a garantire alle associazioni del territorio per mancanza di strutture idonee. Penalizzate soprattutto la pallamano, il basket, il futsal e la ginnastica».
Per l’associazione ambientalista, tuttavia, accanto alla carenza di impianti sportivi, rimane aperta un’altra emergenza cittadina: quella degli alloggi a prezzi accessibili. Entrambe le questioni, osserva il Circolo, richiedono una riflessione attenta sul ruolo dell’amministrazione pubblica e sulle modalità con cui i privati potrebbero contribuire ai nuovi progetti.
La proposta di un investimento privato in via Dino Campana
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, un privato avrebbe manifestato la disponibilità a realizzare una nuova palestra su un terreno di proprietà privata in via Dino Campana, attualmente occupato da un’area verde.
Legambiente si interroga sull’opportunità di questa scelta: «Perché sarebbe necessario costruire proprio in quel prato? Se ci sono mecenati, appassionati di sport e di bene pubblico, disposti a investire, si chieda loro di recuperare contenitori già costruiti e oggi inutilizzati. Nel contesto urbano di Faenza – osserva il Circolo – esistono aree private di questo tipo».
L’associazione sottolinea di non voler formulare insinuazioni prive di fondamento, ma invita a una valutazione più ampia sulle scelte urbanistiche e ambientali legate a tali interventi.
Un appello per la pianificazione sostenibile
Nel caso in cui l’Amministrazione comunale intenda effettivamente avviare una procedura pubblica per la costruzione di palestre o di nuovi alloggi, Legambiente chiede che venga messo a disposizione il censimento degli edifici e delle aree dismesse, come previsto dal quadro conoscitivo della legge urbanistica regionale.
Secondo il Circolo, rendere pubblici questi dati consentirebbe di presentare progetti su spazi già edificati invece che su aree ancora non costruite, contribuendo così a un modello di sviluppo urbano più sostenibile e rispettoso del territorio.
«Sarebbe – conclude Legambiente Lamone Faenza – un significativo contributo alla definizione del Piano Urbanistico Generale (PUG), che prima o poi dovrà essere redatto».














