«Il contratto che mi ha dato più soddisfazione? Quello di un signore anziano di Brisighella che aveva perso completamente fiducia nell’affittare. Dopo anni di brutte esperienze aveva deciso che mai più avrebbe dato casa a nessuno. Poi si è rivolto a noi con molta diffidenza… e oggi l’immobile è affittato, ristrutturato e lui è contento. Ogni giorno ci giochiamo la sua fiducia, ma è così che si ricostruisce un tessuto di fiducia collettiva». A raccontarlo è Simona Zoffoli, responsabile del progetto Casaviva, l’Agenzia per la Casa dell’Unione della Romagna Faentina.

Un servizio pubblico per sostenere la ‘fascia grigia’

Un servizio pubblico sostenuto dalla Regione nato per favorire l’incontro tra domanda e offerta nel mercato delle locazioni, sostenendo chi si trova nella cosiddetta “fascia grigia”: famiglie o persone con un reddito certo, ma che non riescono a sostenere i costi del libero mercato o non hanno accesso all’edilizia pubblica. Casaviva è operativa dal maggio 2024 e in poco più di un anno ha già raccolto circa 90 domande da persone in cerca di casa e ha chiuso una ventina di contratti di locazione calmierata. L’obiettivo è duplice: da un lato aiutare chi cerca casa e non trova risposte sul mercato; dall’altro sostenere i proprietari, incoraggiandoli a rimettere in circolo immobili vuoti o in disuso. «Molti proprietari sono persone semplici, con piccole case magari obsolete o chiuse da anni – spiega Zoffoli –. Con Casaviva possono ottenere fino a 6mila euro di contributo per lavori o certificazioni mancanti, a patto di destinare l’alloggio alla locazione per almeno cinque anni. In più, esiste un fondo fino a 4mila euro che copre eventuali morosità. Noi speriamo di non doverlo mai utilizzare, ma è un modo per ridurre il rischio e restituire fiducia in un mercato dove la paura di “rimetterci” è molto diffusa». Casaviva si presenta come un punto di mediazione stabile per tutta la durata del contratto: «Il nostro lavoro non finisce con la firma – precisa la responsabile –. Accompagniamo proprietari e inquilini, aiutandoli a gestire i piccoli problemi e a mantenere un rapporto sereno. Gestire un affitto non è semplice, e nessuno te lo insegna». La stessa fiducia è al centro della relazione con gli inquilini, che devono rispettare alcuni requisiti: avere un reddito stabile o un impiego nei comuni dell’Unione, e dimostrare un legame reale con il territorio. «Le persone che ci contattano – continua Zoffoli – sono per la maggior parte italiane. Non si tratta di emergenze temporanee, ma di persone che vogliono restare qui e faticano a trovare casa nonostante lavorino». Tra i casi più frequenti, ci sono quelli legati alle separazioni o alle cessazioni di contratto: «Molti nuclei familiari, dopo una separazione, faticano a ricollocarsi. Non è sempre un problema economico, ma di disponibilità: gli appartamenti sono pochi e i canoni troppo alti». Il lavoro di Casaviva si estende in tutti i sei comuni dell’Unione – Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Solarolo e Castel Bolognese – con differenze significative. «A Faenza la domanda è altissima, e il mercato offre qualche alternativa. Ma nei territori del forese la situazione è diversa – racconta Zoffoli –. Lì ci sono case chiuse da anni e proprietari diffidenti. Per noi riportarle sul mercato è un dato importante, perché permette di far fronte a un bisogno reale».

Samuele Marchi