Si avvicinano le elezioni amministrative a Faenza, con i cittadini che saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco, verosimilmente nella primavera 2026.

Nel centrodestra è ufficiale la candidatura di Padovani, che al momento non è sostenuto però dai principali partiti. Sullo sfondo l’idea primarie

Nel campo del centrodestra si registra la candidatura di Gabriele Padovani, per Area Liberale, movimento da lui stesso fondato dopo l’uscita dalla Lega ma c’è ancora incertezza in merito al sostegno dei principali partiti di centrodestra.

Rimane sullo sfondo l’idea delle primarie, senza dimenticare la disponibilità arrivata da Stefano Bertozzi, ex capogruppo di Fratelli d’Italia, a candidarsi.

Nel campo del centrosinistra non è ancora ufficiale l’Isola bis. L’attuale primo cittadino non ha sciolto le riserve ma il Pd punta convintamente su di lui

Nel centrosinistra invece, al momento, non c’è ancora l’ufficialità in merito all’Isola bis, con l’attuale sindaco che non ha sciolto le riserve.

“Siamo in attesa che Isola accetti la candidatura, dichiara Emanuele Tanesini, segretario comunale del Partito Democratico. Ci saranno novità, molto probabilmente, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.”

L’intervista ad Emanuele Tanesini, segretario del Partito Democratico di Faenza

Tanesini, Isola rimane comunque il candidato designato dal Pd?

Assolutamente sì. Abbiamo chiesto la sua disponibilità a ricandidarsi già alla fine del 2024, sulla base di una valutazione positiva del lavoro svolto dalla Giunta, in questi cinque anni.

Ci sono alternative ad una candidatura dell’attuale primo cittadino?

No, per il Pd non ci sono dubbi su Isola e dunque non ci sono nemmeno piani alternativi. Crediamo che il sindaco abbia guidato la città con autorevolezza ed una buona dose di pragmatismo, soprattutto nei momenti difficili, successivi alle alluvioni che hanno colpito Faenza. Siamo dunque convinti che anche i faentini giudicheranno positivamente l’operato dell’attuale amministrazione.

Isola sarà dunque sostenuto ancora dal “campo largo”?

La base di partenza è l’attuale coalizione che, al netto della scelta del consigliere Grillini di passare all’opposizione, si è mostrata, in questi cinque anni, compatta ed unita.

Siamo stati una delle prime città, a livello nazionale, dove Pd e Movimento 5 Stelle si sono presentati alleati, all’interno di una coalizione molto ampia e aperta anche a liste civiche e contiamo dunque di proseguire su questa strada. Non c’è però alcuna preclusione nei confronti di chi, cinque anni fa, era esterno alla coalizione ma condivide il giudizio positivo sul lavoro della Giunta e vuole convergere sulla figura di Massimo Isola.

Ci sarà dunque un dialogo con le cinque forze progressiste che hanno presentato le loro priorità per la città?

Certamente. Il loro intervento è stato molto costruttivo e crediamo si possa definire un progetto politico, partendo dai contenuti e da ciò che è importante per Faenza, piuttosto che da nomi, partiti e candidature.

Nel centrodestra si parla di primarie e, al momento si registra la candidatura di Padovani. Contro chi vi aspettate di correre?

Stimo sia Padovani che Bertozzi ma credo che le loro candidature nascano principalmente da un desiderio di rivalsa nei confronti dei loro ex partiti di appartenenza ovvero Lega e Fratelli d’Italia. In questo momento, infatti, Padovani non è sostenuto da alcun partito e dunque la sua è più un’auto-candidatura a sindaco.

Questo mi porta a pensare, da osservatore esterno, che potrebbe non essere facile ricomporre determinate fratture e superare i veti incrociati, per dar luogo a delle primarie di coalizione, sostenute da tutti i principali partiti di centrodestra. L’auspicio è che possano comunque presentarsi con una proposta politica chiara ai faentini.

In caso di più candidati sindaco nel centrodestra, è concreta la possibilità di un ballottaggio, come nel 2015?

La situazione è molto diversa rispetto a quella di dieci anni fa, quando Malpezzi e Padovani andarono al ballottaggio. Allora, eravamo reduci da cinque anni di profonda crisi economica, in tutto il Paese, che comportò tagli al bilancio degli enti locali e azioni per ridurre il debito del Comune. Ci furono, inevitabilmente, scelte dolorose da compiere, che furono poi pagate alle urne.

Guardando a questo primo mandato, cosa la rende più orgoglioso?

Sicuramente aver avuto la capacità di intercettare quasi 20 milioni di euro legati al Pnrr, da investire su progetti in grado di cambiare il volto della città. Senza queste risorse, interventi come il nuovo Palazzo delle Esposizioni, la Cittadella dello Sport e la Cavallerizza avrebbero visto la luce soltanto, probabilmente, tra diversi anni.

Essere riusciti a mettere a terra progetti di tale portata e, parallelamente, portare avanti la ricostruzione post alluvione, con i lavori in via Cimatti e sul sistema fognario, credo sia una medaglia al merito, per questa amministrazione.

Qualche ambito in cui invece si poteva far meglio?

Seguire i progetti Pnrr e la ricostruzione post alluvione ha portato allo slittamento di diversi interventi legati a manutenzione ordinaria e decoro urbano. La situazione sulle strade comunali non è, in questo momento, delle migliori, anche se stiamo cercando di recuperare, sia in centro storico che nel forese.

In caso di secondo mandato, quali sono le priorità per Faenza?

La priorità assoluta è sicuramente la messa in sicurezza del territorio. Come Comune dovremmo affiancare la Regione nella progettazione e realizzazione di tutti gli interventi, già individuati, per mitigare il rischio idrogeologico.

E’ necessario inoltre mettere in campo un piano di interventi relativo alla manutenzione e al decoro urbano cittadino così come è tempo di ricalibrare, con attenzione, il sistema di gestione della raccolta dei rifiuti. Sappiamo che ci sono alcune criticità che possono essere risolte.

Fondamentale poi sarà stringere per la realizzazione della circonvallazione Nord, opera che è da troppo tempo che aspetta di essere realizzata ed è essenziale per una città più moderna e vivibile. Un altro tema importante è sicuramente quello dei parcheggi. Per implementare la mobilità sostenibile e aumentare le aree pedonali, è necessario incrementare i parcheggi nelle aree adiacenti al centro storico.

Infine sarà basilare consolidare i servizi sanitari. La nomina di nuovi primari, l’apertura del Cau e l’inizio dei lavori per la nuova Casa della salute sono segnali importanti ma non possiamo permetterci di arretrare perché il servizio sanitario pubblico è il bene più prezioso che abbiamo e va dunque preservato e potenziato.

Samuele Bondi