Un’iniziativa simbolica e partecipata per ribadire il valore della pace e della partecipazione civile: anche Faenza partecipa a “Facciamo rumore”, la mobilitazione nazionale promossa da Emergency in oltre quaranta città italiane.
Sit-in in piazza della Libertà per dire no alla guerra
L’8 novembre, alle 11, in piazza della Libertà, davanti al Duomo di Faenza, il gruppo locale di Emergency si mobiliterà con un sit-in rumoroso per trasformare luoghi di guerra – come monumenti ai caduti, caserme, strade o piazze intitolate a generali o battaglie – in spazi di pace.
Durante l’appuntamento, le volontarie e i volontari dell’Ong, insieme alle associazioni e ai cittadini che aderiranno, leggeranno l’Articolo 11 della Costituzione, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali.
Cinque minuti di rumore contro la guerra
Dopo la lettura, i partecipanti saranno invitati a fare cinque minuti di rumore collettivo – con mestoli, sonagli, tamburi, cori e altri strumenti – per «risvegliare e mantenere vigili le coscienze» rispetto al rischio della guerra.
Seguiranno interventi e riflessioni aperte, per condividere esperienze e pensieri sui tempi che stiamo vivendo.
Il sit-in si terrà nei pressi anche della Torre dell’Orologio, luogo fortemente simbolico: la struttura originale infatti, risalente al Seicento, fu distrutta dall’esercito tedesco in ritirata il 17 novembre 1944 e successivamente ricostruita fedelmente, come segno di rinascita e memoria collettiva.
Una rete di associazioni per la pace
L’evento è promosso da Emergency – gruppo di Faenza, in collaborazione con una rete di realtà cittadine: Fronte Comune, Mercoledì per la Palestina, Overall Faenza Multiculturale, Anpi Faenza, Faenza Multietnica, Extinction Rebellion Romagna, Legambiente Lamone Faenza e Comitato di Faenza per la valorizzazione della Costituzione.
L’impegno di Emergency nel mondo
Fondata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di qualità alle vittime della guerra, Emergency è intervenuta, dalla sua nascita, in 21 Paesi, curando oltre 13 milioni di pazienti.
Oggi l’organizzazione è presente in 9 Paesi, tre dei quali in guerra – Sudan, Ucraina e Striscia di Gaza (Palestina) – e continua a testimoniare che il 90% delle vittime dei conflitti sono civili.
Proprio per questo, l’Ong rinnova il suo impegno nel promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, invitando tutti a “fare rumore” per la pace.














