In via Bondiolo 30 c’è un piccolo angolo creativo, in cui passione, allegria e libertà trovano spazio. Giorgia Bandini, 47 anni, ha deciso nel luglio 2024 di lasciare, dopo 26 anni, il lavoro d’azienda, per dare sfogo alla sua passione per la creatività, dedicandosi al la ceramica. Non solo un mestiere svolto in solitaria, ma una bottega creativa per tutti. Le porte sono infatti aperte a chiunque voglia trascorrere un pomeriggio all’insegna di laboratori artistici e workshop.

Intervista a Giorgia Bandini

giorgiabandinilisa

Giorgia, come è nata l’idea?

Nasco come ragioniera, figlia di una generazione in cui dovevi formafti con l’unico obiettivo di trovare il tanto sospirato posto fisso. Per anni mi sono ritrovata ad accantonare le mie passioni e a dare precedenza alla strada che mi avrebbe permesso di raggiungere il posto di lavoro sicuro. Sono stati sacrifici che mi sono ritrovata a fare, determinati anche dalla volontà di costruirmi un futuro per il bene della mia famiglia e dei miei figli. Per 26 anni ho lavorato come impiegata. Il pensiero di cambiare lavoro è emerso più volte, ma accantonato per esigenze familiari. Circa 6 anni fa, dopo che mio marito aveva avviato la sua azienda di apicultura, ho voluto dedicarmi alla cura delle sue confezioni di miele. È subentrata così l’idea di realizzare dei piccoli vasetti di ceramica, in cui poter contenere i vasetti di miele di mio marito. Così ho riscoperto la mia passione per l’arte e i lavori manuali. Decisa a frequentare corsi di ceramica, la voglia di cambiare mansione ha ripreso a essere sempre più palpabile.

Così è arrivato il laboratorio.

Dopo i corsi di formazione è scoppiato il covid e in quel periodo con i bambini abbiamo realizzato tantissima ceramica. Ho iniziato a lanciare sui social le mie creazioni. Vedendo che quanto proponevo riscuoteva apprezzamenti, la decisione di licenziarmi e aprire la mia partita iva si è fatta concreta. A luglio 2024 mi sono licenziata. In quello stesso periodo abbiamo comprato casa e sotto ho aperto la mia bottega e negozio di ceramica.

Come sei riuscita a individuare il tuo stile artistico?

Essendo me stessa. Tutto quello che creo è specchio delle mie emozioni e di quello che sono. Sono una persona razionale e organizzata, ma anche spontanea e allegra. Le mie creazioni sono oggetti ironici che sperano di poter strappare una risata. Non mi limito alla realizzazione dell’oggetto, ma pubblico sui social video divertenti in cui mostro la mia produzione. Sono anche una persona sensibile e mi piace rappresentare sulla ceramica anche questo aspetto. La mia arte può essere definita un po’ bipolare: da un lato una linea comica e ironica e dall’altro una linea più profonda e introspettiva.

Come nascono i workshop?

Una vicina di casa aveva voglia di venire in laboratorio con un’amica per pastrocchiare un po’ con l’argilla. Sono stata contenta della proposta e le ho accolte volentieri. Dopo la loro esperienza, la voce si è diffusa e sono tornate con altre amiche. Sui social l’attività ha riscosso molto apprezzamento e in tante hanno iniziato a contattarmi. L’idea nasce da una richiesta e curiosità esterna che ho deciso di accontentare.

Cosa significa condividere il tuo lavoro con altri?

È la parte del mio mestiere che mi appassiona, mi piace e mi entusiasma di più. I workshop sono per me un momento di relax. Mi piacciono stare in mezzo alla gente, l’ambiente di scambio e familiarità che si crea. Le persone si lasciano andare, si creano davvero momenti di condivisione molto spontanei e genuini, il tutto accompagnato da mani entusiaste di lavorare la ceramica, spesso per la prima volta. Condividere quello che ho imparato e raccontare la mia storia mi piace molto e, inaspettatamente, diventa spesso stimolo per persone che stanno vivendo quello che ho vissuto io.

Che progetti hai per il futuro?

Molti. Innanzi tutto sotto la nostra nuova casa, in via Bondiolo, non ci sarà più solo la mia bottega, ma anche il negozio di miele di mio marito. Per questo stiamo progettando nuovi laboratori, che possano interessare non più solo l’argilla, ma anche miele e cera insieme. Progetto più grande, quello di essere d’esempio per i miei figli. Spero di poter dimostrare come spesso nella vita ci si ritrovi a doversi adattare e a compiere sacrifici, ma di come sia possibile con coraggio, impegno e determinazione realizzare i propri sogni e i propri desideri.

Lisa Berardi