Una sorta di “Google calendar” condiviso per i fedeli di tutta la regione. Soprattutto uno strumento per pensare alla nostra quotidianità come tempo nel quale il Signore agisce, da sempre e nel concreto. Questo vuole essere il Calendario delle Chiese dell’Emilia-Romagna, una pubblicazione a cura della commissione regionale per la Liturgia della Ceer (Edizioni delle Grazie, Faenza) che quest’anno è rivestita della luce dei mosaici di Ravenna, protagonisti assieme alle indicazioni liturgiche contenute, del volume acquistabile nelle principali librerie cattoliche della regione e anche online, sul sito www.edizionidellegrazie.it.
Uno strumento per tutti
Il testo viene pubblicato ogni anno ma fino a poco tempo fa era stato concepito più come uno strumento “di lavoro”, strutturato sulle indicazioni liturgiche per chi celebra, anzitutto per i sacerdoti. Dall’anno scorso, invece, grazie a una rivisitazione grafica e all’apparato iconografico, è pensata per tutti gli emiliano-romagnoli, credenti e non credenti. È uno strumento per “celebrare insieme”, per mettere insieme le feste particolari, i santi e le memorie liturgiche delle Chiese dell’Emilia-Romagna. La Diocesi di Ravenna-Cervia, tanto per fare un esempio, ha appeno rinnovato il Proprio delle Messe – in vigore da pochi mesi – che ha riordinato le memorie liturgiche, rinnovato i formulari e rivisto le festività dell’arcidiocesi. Anche queste indicazioni sono state recepite nel nuovo calendario. Così, continuando nell’esempio, tutti i fedeli dell’Emilia-Romagna avranno l’occasione per celebrare e ricordare, nel giorno a lui dedicato, il 23 luglio, il santo che per primo portò la fede nelle nostre terre, Apollinare, ma anche Sant’Orso, la Madonna delle Grazie, patrona di Faenza, san Vicinio di Sarsina, altro vescovo che ha portato la fede in Romagna.
Ecco quello che si può trovare nel calendario
Nel calendario si possono trovare le indicazioni per la Messa del giorno con le relative letture bibliche, le norme del Messale e della Liturgia delle Ore. Ogni pagina è arricchita da un passo preso fra le Letture o dalle preghiere liturgiche del giorno, per approfondire spiritualmente il santo o la ricorrenza. In ogni giorno è indicato non solo il santo che la Chiesa celebra, ma quelli che ogni Diocesi dell’Emilia-Romagna celebra a livello locale. Inoltre, ci sono righe bianche per gli appunti personali. I tempi liturgici e le solennità sono scanditi da foto ad alta risoluzione dei mosaici di Ravenna e i momenti particolari da spartiti per il canto. «Ogni anno viene elaborato un percorso artistico-culturale per intrecciare la celebrazione dell’anno e dei misteri del Signore risorto, con l’arte che ha dato forma sensibile a questa fede, in una determinata Diocesi», spiega don Antonello Caggiano Facchini, della diocesi di Imola, segretario della Commissione regionale per la Liturgia. Si scelgono cicli omogenei, come nel caso dei mosaici. Abbiamo un rapporto un po’ schizofrenico con il tempo, ragiona monsignor Ovidio Vezzoli, vescovo di Fidenza e delegato della Commissione regionale per la Liturgia nella sua introduzione: da un lato, per qualcuno è un nemico da sconfiggere, «richiama costantemente le cose non fatte, i progetti irrealizzati, gli scacchi della vita non risolti», oppure è vista nella sua dimensione nostalgica, «e coincide con il passato, i ricordi della giovinezza, la memoria dell’età dell’efficienza, il rimando all’assenza radicale del limite». Ma c’è un modo più saggio di affrontare il tema, prosegue monsignor Vezzoli, una «fedeltà all’oggi, uno sguardo più positivo sul presente che ci è concesso di vivere e davanti al quale si sta con atteggiamento di umiltà, di dono e di responsabilità». Dono perché «Dio è Signore del tempo e della storia. A Lui appartengono il nostro vivere e il nostro morire, la nostra progettualità e la nostra vocazione, il nostro passato, il presente e il nostro futuro». Ma anche responsabilità. «Agli umani è chiesto di non rinunciare a vigilare sull’uso del tempo, sulla tentazione di dissiparlo in una vita vissuta nella mediocrità e nella banalità. Ciò richiede, nondimeno, un atteggiamento di vigilanza, di sobrietà, di sapienza perché se è vero che il nostro oggi affonda le radici nel nostro ieri, è altrettanto vero che il nostro domani è già preparato dalle scelte che compiamo nell’oggi».
Daniela Verlicchi














