L’amministrazione ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione delle aree esterne dell’ex centro fieristico adiacenti alla Casa della Comunità di via Risorgimento.
Un progetto, da 500mila euro, diviso in due step d’intervento
L’intervento, del valore complessivo di 500 mila euro e finanziato tramite mutuo, trasformerà circa un ettaro dell’attuale area in uno spazio urbano moderno e funzionale.
Il progetto, curato direttamente dai tecnici del Comune di Faenza, si articola in due distinti step di intervento, con l’obiettivo di integrare il nuovo polo sanitario che l’Ausl Romagna sta realizzando nell’ex fiera con la rete urbana.
Fabbri: “Si parte dalla riqualificazione degli spazi aperti, di pertinenza della nuova Casa della Comunità, con la creazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali”
“La prima parte del progetto -ha spiegato il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici, Andrea Fabbri nel corso della conferenza stampa di presentazione- si concentra sulla riqualificazione degli spazi aperti di pertinenza della Casa della Comunità. Questa sezione vuol incentivare l’utilizzo di quello spazio urbano attraverso l’implementazione dei percorsi ciclo-pedonali già esistenti.
Il progetto, quindi, porterà alla creazione di nuove piste ciclo-pedonali, prevedendo rastrelliere, illuminazione e punti di ricarica elettrica proprio all’interno di quella che una volta era una porzione di città all’interno del vecchio perimetro dell’ex fiera. Il progetto contempla inoltre misure di gestione integrata delle risorse e l’adattamento climatico e a promuovere la sostenibilità ambientale.
La progettazione paesaggistica integrata gioca un ruolo chiave nel mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, migliorando la resilienza del territorio attraverso la realizzazione di elementi progettuali tipologici come i Giardini della pioggia e un nuovo filare alberato. Inoltre, il sistema ciclabile è stato concepito in chiave multifunzionale, operando non solo per la mobilità, ma anche come infrastruttura per la raccolta delle acque meteoriche, migliorando la gestione del suolo.
Sotto il profilo idraulico, lo studio delle portate delle acque e dei drenaggi è orientato a un minore impatto sulle reti fognarie; grazie alla definizione di vasche di raccolta, sarà inoltre possibile riutilizzare le acque meteoriche per l’irrigazione delle nuove aree verdi.
“Il secondo step riguarderà il recupero della Sala Zanelli che avrà una nuova funzione. Ci sarà anche un parcheggio da 200 posti auto”
La seconda parte dell’intervento si concentrerà, invece, sul recupero dell’ex sala per convegni, la Sala Zanelli, ormai inutilizzata per la sua funzione originaria. Questi spazi saranno rigenerati per assumere una nuova funzione a servizio della Casa della Comunità e dei suoi fruitori, senza tralasciare la sua vocazione originale di sala eventi e convegni.
Tale operazione vedrà il concorso di finanziamenti sia pubblici che privati. Sempre legato a questa parte, verrà riqualificato il grande parcheggio tra via Oberdan e via Risorgimento. Questo parcheggio, con una capacità di circa 200 posti auto, sarà aperto al pubblico e a servizio della città, compresi i tanti dipendenti delle aziende in zona che ne avevano richiesto la fruizione.


Prevista anche la creazione di una grande area verde, sempre nell’area dell’ex fiera
Collegato all’intervento è previsto anche un passaggio pedonale protetto per utenti e ciclisti tra via Risorgimento e via Cittadini. Infine, da segnalare l’aggiudicazione di un bando “Sport e Salute” per la creazione di un’area verde di 300 mq che sarà consegnata alla città chiavi in mano. L’area, del valore di 200mila euro e dotata di attrezzature sportive, sorgerà nell’area dell’ex fiera, tra il parcheggio e la linea ferroviaria”.
Il punto sui lavori per la nuova Casa della Comunità. Sarà operativa nella seconda metà del 2026
La dottoressa Donatina Cilla, responsabile del Distretto Sanitario di Faenza, nel corso della conferenza stampa, ha illustrato lo stato dei lavori della nuova Casa della Comunità, che secondo le stime dell’Ausl dovrebbe essere pienamente operativa nella seconda metà del 2026.
La realizzazione del primo e del secondo stralcio, in via di ultimazione, permetteranno l’attivazione dei servizi di cure primarie, dell’assistenza infermieristica, della medicina di iniziativa, degli sportelli Cup e sociali e dell’area amministrativa e diagnostica di base.
Il primo stralcio si concentra sui servizi di base e di accesso: i Servizi di Cure Primarie con tre Medici di Medicina Generale (MMG) e un servizio di Continuità Assistenza Primaria, le attività di Medicina di Iniziativa e specialistica per il follow-up delle cronicità (come PDTA per diabete, scompenso cardiaco, BPCO) con la possibilità di accertamenti diagnostici specifici (ECG, Fundus oculare, Spirometria) e l’Assistenza Infermieristica prestazionale e per le patologie croniche, incluso l’ambulatorio di osservazione e terapia.
A questi si aggiungono i servizi amministrativi come lo Sportello CUP e il Punto Prelievi, oltre allo Sportello Sociale (PUA) per il raccordo con i Servizi Sociali e l’area dedicata alla Prevenzione e promozione della salute.
Il secondo stralcio mira ad ampliare l’offerta diagnostica e di supporto, introducendo Tecnologie Diagnostiche di primo livello come l’ecografia, potenziando la salute mentale con la Psicologia di Comunità, e creando un raccordo multiprofessionale per lo sviluppo della Telemedicina, che è cruciale per le cure domiciliari avanzate.
Gli ambulatori specialistici lasceranno La Filanda, per trovare spazio nella Casa di Comunità
Il terzo stralcio del progetto sarà fondamentale per completare l’architettura organizzativa della nuova Casa della Comunità di Faenza, introducendo e riorganizzando servizi essenziali che mirano a rafforzare l’integrazione ospedale-territorio e la gestione della cronicità. Questo stralcio si articola su tre aree tematiche principali: Diagnostica e Specialistica Ambulatoriale, Cure Domiciliari e Cure Primarie. Nell’ambito dell’Area Diagnostica e Specialistica Ambulatoriale, l’intervento chiave è il trasferimento degli ambulatori specialistici, come quelli di cardiologia e pneumologia, dall’attuale sede spoke “La Filanda”.
Questa delocalizzazione non solo ottimizza gli spazi, ma è strategica per la sperimentazione di percorsi assistenziali integrati che sviluppino la Medicina di Iniziativa e consentano il follow-up delle patologie croniche, integrando l’offerta diagnostica e lo sviluppo della Telemedicina.
L’Area delle Cure Domiciliari viene potenziata e fisicamente ricollocata, con il trasferimento del Servizio Infermieristico Domiciliare (SID), attualmente situato nel Blocco I de “La Filanda”, in spazi che garantiranno un migliore accesso all’utenza e servizi dedicati (studi infermieristici, sale riunioni, depositi farmaci). Questo riassetto valorizza la figura dell’Infermiere di Comunità e Famiglia, che, grazie alla sua formazione specifica, assumerà il ruolo di case manager per i pazienti cronici e fragili, focalizzandosi sul supporto all’autocura e sull’integrazione sociosanitaria secondo il modello del Chronic Care Model (CCM).
Infine, l’Area delle Cure Primarie subisce un significativo sviluppo organizzativo in linea con la programmazione regionale: si prevede la piena attuazione delle forme organizzative della medicina convenzionata in Centri di Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT). Contestualmente, il Centro Assistenza Urgenza (CAU), dotato di due studi medici e un ambulatorio infermieristico, verrà ospitato nella CdC, assorbendo l’attività di urgenza a bassa complessità e coinvolgendo attivamente i Medici di Assistenza Primaria nelle strutture territoriali.
A fine lavori nuovi spazi anche presso la Filanda e l’ambulatorio di via Marconi
Complessivamente, la realizzazione del terzo stralcio, che include il trasferimento del SID, degli ambulatori specialistici e l’istituzione del CAU, innescherà una reazione a catena che libererà strategicamente diversi spazi negli edifici esistenti, tra cui il primo piano del blocco H e del blocco I de “La Filanda” e l’ambulatorio di via Marconi, consentendo così la riallocazione di altri servizi come la Pediatria di gruppo e gli ambulatori DSM (NPIA).
Isola: “Progetto che risponde a un bisogno primario della città e che punta a far compiere alla medicina del territorio un salto di qualità
“L’obiettivo di questo progetto — ha sottolineato il sindaco Massimo Isola — va oltre la semplice offerta di servizi: è la risposta a un bisogno primario della città, in termini sociali e di modernizzazione. Le Case della Comunità sono nate prima di tutto per avvicinare la comunità ai servizi sociosanitari.
Dopo circa tre anni e mezzo, durante i quali ci siamo concentrati a rafforzare l’Ospedale Distrettuale—portandolo da una funzione periferica a una struttura autosufficiente sulla risposta principale per il distretto—oggi facciamo il secondo step decisivo.
Ora dobbiamo far compiere anche alla Medicina del Territorio quel salto di qualità che il nostro ospedale ha già realizzato. Per fare questo, è fondamentale disporre dei contenitori e degli strumenti giusti. Poco tempo fa abbiamo aperto un CAU (Centro di Assistenza Urgenza) che ha già permesso a migliaia di persone di trovare una risposta importante, alleggerendo il carico di lavoro del Pronto Soccorso.
Oggi, finalmente, portiamo a termine la realizzazione di quella Casa della Comunità che Faenza non aveva. Il progetto si sviluppa su 1680 metri quadrati, per i quali è già disponibile un progetto esecutivo che coprirà gran parte degli spazi.
Partiremo con tre Medici di Medicina Generale, lo sportello CUP, il punto prelievi, l’assistenza infermieristica e le prime figure specialistiche: un cambiamento di prospettiva molto contemporaneo, in linea con le nuove mentalità sulla salute.
“Avremo un piccolo ecosistema sociosanitario, strategico per Faenza. Rafforzeremo il trasporto pubblico per raggiungere la zona”
Stiamo lavorando per rigenerare l’insieme dello spazio: l’area verde sarà molto importante, così come la micromobilità e i parcheggi. Questa sorta di piccolo ecosistema sociosanitario, con la Sala di Zanelli e la Casa del Custode, trasformerà l’area in un punto chiave della nostra città. Infine, la posizione logistica, a due passi dalla Via Emilia e facilmente raggiungibile, è strategica. Se vogliamo impattare veramente sul Pronto Soccorso, abbiamo bisogno del servizio H24, e lo possiamo garantire solo in quanto Hub. Per questo motivo, stiamo anche valutando e ci prendiamo l’impegno di rafforzare il trasporto pubblico con una linea esistente che arriverà fino alla fiera, dando una risposta concreta”.














