Un riparo quotidiano per chi si trova in stato di emergenza abitativa è ciò che offre il dormitorio maschile della Caritas diocesana.
Molti i volontari che si prestano per questo tipo di servizio, tra questi il sessantenne Stefano Timoncini. Timoncini, di giorno fisioterapista presso l’ospedale di Faenza, è volontario nelle ore notturne al dormitorio maschile Caritas da circa un anno.
Intervista al volontario Stefano Timoncini

Stefano, in cosa consiste il servizio che svolgi?
Ho iniziato a svolgere questo servizio in Caritas a gennaio 2025. Per me è un ambiente ancora abbastanza nuovo e tutto da scoprire. Pian piano mi sto inserendo e approcciando ai vari progetti proposti. Al momento, una o due volte al mese, presto volontariato presso il dormitorio maschile, che offre uno spazio in cui poter trascorrere le ore notturne per un totale di 15 posti letto. Le porte del dormitorio vengono aperte alle 21 e lo restano fino alle 23. Dopo un momento di accoglienza i ragazzi vengono accompagnati nelle loro stanze. La mattina seguente viene offerta la colazione in previsione della loro uscita entro le ore 7.30 di mattina.
Da dove nasce la motivazione di prestare questo tipo di servizio e cosa la rinnova ogni giorno?
Dalla mia condizione e dal bisogno di aiutare chi nella vita non ha ricevuto le mie stesse cose. Sono molto grato e riconoscente per essere nato in Italia e soprattutto in questa zona. Rendendomi conto di essere stato fortunato, ho sempre cercato nella vita di restituire un po’ di quello che avevo ricevuto. Da più giovane, quando le energie fisiche erano maggiori, sono stato volontario presso un’associazione sportiva per ragazzi con disabilità, in particolare mi occupavo di chi praticava il nuoto. Durante gli anni sono stato anche volontario Ausl praticando in corsia animazione in reparti pediatrici. Adesso, essendo fisicamente meno attivo, ho deciso di occuparmi del servizio in Caritas, sperando, nei prossimi mesi di prestare volontario anche per il progetto Caritas di intrattenimento e accoglienza pomeridiana “La Tenda”.
Quali sono gli aspetti belli del tuo servizio e quali quelli più complessi?
Una difficoltà che riscontro riguarda di sicuro la barriera linguistica che spesso ci impedisce di relazionarci in maniera ottimale. Insieme alla lingua, anche la stanchezza ostacola la relazione. Spesso i ragazzi arrivano in dormitorio stanchi da una giornata di lavoro e anche in questo caso il dialogo risulta più difficile da instaurare. La cosa invece più bella consiste nella possibilità di offrire loro una buona accoglienza e nel riscontrare come questa venga spesso apprezzata.
Perché consiglieresti questo tipo di servizio? A chi potrebbe essere rivolto?
Lo consiglierei a chi ha voglia di spendersi per qualcun altro. Nello specifico il servizio all’interno del dormitorio maschile lo vedrei rivolto a uomini d’età matura, capaci di rispondere prontamente a tutti i tipi di situazione. Ci sono invece molti progetti della Caritas della Diocesi di Faenza-Modigliana che possono sicuramente essere rivolti anche alle generazioni più giovani.
Diventa anche tu volontario

Il servizio al dormitorio Maschile richiede un impegno notturno (indicativamente una o due volte al mese), dalle 20 alle 7.30 circa.
Il dormitorio è aperto tutti i giorni dell’anno; consiste nell’accoglienza e registrazione degli ospiti del dormitorio, monitoraggio delle dinamiche (rispetto di orario di entrata e uscita, fornitura del necessario, segnalazione agli operatori preposti di eventuali problematiche), preparazione della colazione.
Lisa Berardi














