Quando pensiamo ai campi estivi, la mente corre subito a elenchi di attività: percorsi nei boschi, giochi d’acqua, laboratori manuali, gite, momenti di preghiera. Tutte cose belle e importanti. Ma quest’anno, prima di tutto, credo che valga la pena ricordare un fatto semplice: dietro ogni programma c’è una persona, dietro ogni gioco un volto, dietro ogni corda della tenda un legame che può crescere. I campi estivi della nostra diocesi ci testimoniano ogni anno che la vera ricchezza non è nel numero di attività o nella precisione del calendario e degli orari (che sono mezzi per raggiungere gli obiettivi educativi, e non fini). È nella qualità delle relazioni che i ragazzi costruiscono tra loro, con gli educatori, con la natura e con il Signore. È nella gioia condivisa, negli errori fatti insieme, nelle risate che nascono all’improvviso. È nell’“essere” prima che nel “fare”.
In un mondo che corre, che misura produttività e risultato, i nostri campi estivi rappresentano un’oasi controcorrente dove la competitività e la performance non primeggiano
In un mondo che corre, che misura produttività e risultato – e tanti disagi e difficoltà dei giovani di oggi si riscontrano proprio in questi ambiti – , i campi estivi sono un’oasi dove il ritmo cambia: meno competitività, più scoperta; meno ansia da performance, più partecipazione; meno divisione, più comunità. E questo lo vediamo ogni volta che i ragazzi si guardano attorno e dicono sorridendo, pur nelle fatiche e nelle difficoltà, anche se tutto non è andato alla perfezione come era scritto su carta: «Anche qui mi sento a casa».
E allora l’invito è questo: mettiamo al centro le persone. I ragazzi non sono numeri; sono storie in cammino. Gli animatori non sono solo responsabili del divertimento; sono custodi di relazioni. Gli scatti che qui vi proponiamo ci raccontano la gioia di un’estate non perfetta ma vera. Fatta di momenti fragili e anche spettacolari, perché è nella fragilità che si scopre la gratuità, e nella gratuità che cresce la speranza. Un’estate che è stata non solo “fare tanto”, ma “essere tanto”.
Dalle montagne delle Alpi fino a un campo di servizio in un carcere, dalle camminate nei boschi fino alle attività alla Spiaggia dei valori “Insieme a te”, sul Piccolo abbiamo pubblicato le otto pagine dedicate ai nostri campi estivi. Un’occasione per condividere con il territorio diocesano volti, esperienze e momenti di gioia. Un’opportunità per conservarli e tenere così a mente quanto abbiamo appreso in quei giorni intensi e speciali che hanno fatto crescere tutti: giovani, adulti, educatori, sacerdoti, bambini, cambusieri, famiglie…
Samuele Marchi














