L’assemblea convocata nella parrocchia di Pieve Corleto ha offerto un’occasione per ripercorrere il lavoro svolto e per richiamare con forza l’attenzione delle istituzioni sulle necessità ancora aperte.
Un anno di attività e di dialogo con le istituzioni per il Comitato
Martedì 25 novembre, nella sala polivalente della parrocchia di Pieve Corleto, si è svolta l’assemblea straordinaria del Comitato Montone via Corleto, convocata per presentare agli aderenti l’attività svolta durante l’anno e procedere all’elezione del nuovo Consiglio.
Davanti a una platea numerosa, il presidente Edoardo Ranzi ha illustrato le iniziative intraprese per portare all’attenzione degli enti competenti — Regione Emilia-Romagna, Comune di Faenza, Consorzio di Bonifica della Romagna — le criticità ancora presenti sul territorio e che, in occasione di piogge abbondanti, generano preoccupazione nella popolazione residente.
La partecipazione dei membri del Consiglio ad assemblee informative regionali e comunali, insieme al dialogo costante con Comune e Consorzio di Bonifica, ha permesso al comitato di mantenere un quadro aggiornato della programmazione — laddove presente — degli interventi di messa in sicurezza idraulica, nonostante la complessità derivante dal trovarsi in un’area al confine fra due Comuni, due Province, due Autorità di Bacino e due Consorzi di Bonifica.
C’è ancora vegetazione ad ostruire l’alveo del Montone. Ritardi nella progettazione delle opere previste
Durante l’assemblea è stato espresso forte rammarico per il fatto che, nonostante le ripetute comunicazioni rivolte ai Prefetti e alle autorità competenti, soltanto una parte della vegetazione trentennale che ostruisce l’alveo del fiume Montone sia stata rimossa, mentre nessun passo avanti è stato compiuto per superare le normative che limitano l’operatività nei bacini fluviali.

È stato inoltre ricordato che la progettazione delle opere previste sul fiume Montone è in ritardo e l’auspicio è conoscerne gli sviluppi all’inizio del prossimo anno.
Contrarietà alle aree allagabili
Di fronte all’ipotesi di tracimazioni “controllate” o future aree allagabili, i presenti hanno manifestato un dissenso unanime. Il Consiglio del Comitato ha ribadito l’intenzione di continuare a sollecitare le istituzioni affinché vengano effettuati con urgenza tutti gli interventi necessari: dalla rimozione della vegetazione all’abbassamento delle golene, misure che aumenterebbero la capacità idraulica del fiume e permetterebbero alla popolazione di vivere con maggiore serenità, senza dover ricorrere all’allagamento di terreni produttivi.
Il comitato ha inoltre sottolineato l’importanza di avviare anche le opere a monte, consapevoli dei tempi più lunghi richiesti ma ritenute indispensabili per una sicurezza complessiva e duratura del territorio.














