Il 9 novembre scorso, al Teatro Monti di Alfonsine, si è svolta l’Assemblea ordinaria dell’Agesci Zona Ravenna–Faenza, che ha riunito 204 soci adulti, con l’aggiunta di 58 deleghe, per un totale di 262 soci, su 319 aventi diritto. Un appuntamento partecipato e sentito, nel quale capi e capo scout provenienti dai quattordici gruppi del territorio hanno condiviso riflessioni, bilanci e prospettive per il futuro, approvando il nuovo Progetto di Zona 2025–28 dal titolo “Prossimità – Vocazione – Partecipazione”. Durante i lavori, che si sono articolati in un’intensa giornata, sono state rinnovate le cariche associative. Sono stati eletti Elena Leotti (Alfonsine) e Fabio Spada (Ravenna 4) come nuovi responsabili di Zona, secondo la diarchia che contraddistingue sempre le cariche in Agesci, mentre Francesco Bentini e Martina Ciaccia, a cui è andato il ringraziamento nell’assemblea per il prezioso servizio di questi anni, hanno terminato il loro impegno. Sono stati eletti al Comitato di Zona: Luca Biagini, Claudia Cocchi, Giorgia Fogli, Paolo Malpezzi e Laura Cornacchia. Insieme a loro, proseguono gli altri membri già parte del Comitato.

I temi del nuovo Progetto di Zona

Il nuovo Progetto di Zona individua tre aree prioritarie d’impegno, che guideranno il cammino educativo dei prossimi anni. Reti di prossimità, per sostenere la vita dei gruppi e promuovere collaborazione e scambio di risorse, rafforzando la logica di “una Zona, più territori”. L’obiettivo è quello di creare legami stabili fra le Comunità Capi, incentivare incontri periodici per condividere esperienze e affrontare insieme situazioni di difficoltà, valorizzando anche la rete di “amici degli scout” e la collaborazione con il Masci. Educazione ed emergenze, con una formazione sempre più attenta ai bisogni dei ragazzi e ai temi educativi attuali, come il disagio in età evolutiva, l’educazione all’amore, la custodia del creato, la pace e la giustizia. In questa prospettiva, la Zona intende promuovere percorsi formativi su educazione alla vita cristiana, comunicazione non violenta e relazioni con le famiglie, oltre a potenziare i tre settori Competenze, Giustizia-Pace-Nonviolenza e Protezione Civile, in sinergia con la rete Laudato Si’ e le realtà del territorio. Infine, Chiamati a educare, che punta a rilanciare la dimensione vocazionale del servizio scout e il senso di appartenenza associativa, aiutando i capi a rileggere la propria scelta educativa come progetto di vita. L’intento è quello di coltivare una sostenibilità a lungo termine del servizio, anche attraverso momenti di confronto, eventi di Zona con taglio esperienziale e la riscoperta dell’entusiasmo che nasce dal camminare insieme come comunità educante.

La giornata è stata arricchita dalle relazioni delle Branche, della Formazione Capi e della Base scout di Bagno a Tredozio, oltre alla testimonianza di Valerio Temporin sulla propria esperienza di servizio nel Settore Protezione Civile Agesci. Dopo la Messa e il pranzo insieme, i lavori sono ripresi nel pomeriggio con la proclamazione degli eletti e le deliberazioni finali.

Nessuno dei due nuovi Responsabili di Zona proviene dal territorio faentino o dalla Diocesi

Un dato significativo di questa Assemblea è che, per la prima volta da diversi anni, sono cambiati nello stesso momento entrambi i responsabili di zona (che dovranno portare avanti un progetto che è stato coordinato dai precedenti responsabili) e nessuno dei due nuovi responsabili proviene dal territorio faentino o, come formazione, della Diocesi di Faenza-Modigliana (Leotti è una scout di Ravenna, ndr). Una mancanza di rappresentanza che ad alcuni gruppi della diocesi sta generando parecchie perplessità, dato che negli anni si è sempre cercata di mantenere la rappresentanza dei due territori (nel precedente mandato, che era effettivamente composto da due responsabili di zona faentini, non si era candidato nessuno dal territorio ravennate, per cui la quota era rimasta scoperta). Una circostanza da non sottovalutare, specie nell’ottica di valorizzare i legami sviluppati in questi anni, che richiama però l’importanza di continuare a valorizzare la presenza e la voce di tutte le realtà territoriali all’interno del cammino comune della Zona.