Al mercatino delle pulci di Faenza è arrivata una lettera anonima, accompagnata da una banconota da 5 euro, il cui lo scrivente si autodenuncia per un furto compiuto vent’anni fa, di una pistola ad acqua. Un riscatto di un piccolo peccato.
“Ero un bambino allora”
A volte bastano cinque euro e poche righe su un foglio per restituire fiducia. È quello che è accaduto al Mercatino delle pulci di Faenza, dove pochi giorni fa è arrivata una lettera anonima, accompagnata da una banconota da 5 euro. Il mittente racconta di un episodio lontano: «quasi vent’anni fa, quando vi trovavate ancora in corso Europa, mi appropriai indebitamente di una pistola ad acqua, un “super liquidator” da 1,50 euro. Ero un bambino allora, ma mi sento ancora in colpa per quanto accaduto».
La lettera arrivata al Mercatino delle Pulci di Faenza
Nella lettera – dal tono sincero e commovente – la persona scrive di voler “riscattare quel piccolo furto” e chiedere perdono, confidando nella comprensione di chi riceve: «Spero che possiate perdonare il mio errore da bambino, nella speranza di riscattare una pulizia d’animo interiore». Una storia semplice, ma densa di significato. Il titolare del negozio, colpito dal gesto, ha deciso di condividere la lettera sui social scrivendo: «Ci ha fatto pensare che c’è ancora speranza per questa gioventù! I 5 euro saranno donati in beneficenza».
Un episodio che ha subito raccolto centinaia di commenti e condivisioni: molti hanno ringraziato l’autore sconosciuto per il suo esempio, altri hanno scritto: “Bravo! Meglio tardi che mai. E questi gesti fanno sperare perché c’è ancora gente onesta al mondo” e che “Un gesto fatto col cuore dovrebbe portare gentilezza e comprensione nei cuori”. Al tempo stesso, nell’agone dei social in cui si legge tutto e il contrario di tutto, non è mancato chi ha criticato il gesto o ha accusato il protagonista di eccessivo senso di colpa.
Abbiamo condiviso questa storia perché ci è sembrata una testimonianza semplice ma significativa: un gesto che parla di coscienza e di riconciliazione. Naturalmente ognuno può leggerla a modo suo: qualcuno la troverà eccessiva, altri la sentiranno come un segno di speranza. Non si tratta di giudicare il protagonista né di idealizzarlo, ma di riflettere sul valore che diamo oggi alla responsabilità e al pentimento, anche nelle piccole cose. Nessuno saprà probabilmente chi ha scritto quella lettera. Ma la sua firma invisibile è proprio lì, tra le righe: la capacità di riconoscere un errore e trasformarlo in un seme di bene.
di Samuele Marchi














