Tra i settori più colpiti dai rincari delle materie prime e dall’aumento dei costi energetici c’è sicuramente il food and beverage, che si trova anche a dover far fronte alla riduzione dei consumi fuori casa da parte delle famiglie.
Intervista a Marco Tamba, titolare del birrificio La Mata
Per approfondire le dinamiche di questo comparto e capire quali strategie abbiano messo in campo le aziende per fronteggiare costi decisamente più alti abbiamo incontrato Marco Tamba, titolare del birrificio artigianale La Mata, con sede a Solarolo.
Tamba, quanto incidono sull’attività del birrificio i rincari relativi a materie prime ed energia?
Per quanto riguarda le materie prime, il cui costo è effettivamente aumentato nell’ultimo periodo, siamo fortunati perché essendo un birrificio agricolo produciamo orzo e luppolo, riuscendo così a contenere le spese.
Pesano molto invece i costi energetici, con bollette della luce che arrivano a superare anche i duemila euro, soprattutto nel periodo estivo, quando il consumo di energia per mantenere fresco il prodotto inevitabilmente aumenta.
Quali strategie ha messo in atto per far fronte a queste dinamiche?
Fin dall’apertura del birrificio, nel 2010, ho sempre puntato sulle energie rinnovabili ovvero sul fotovoltaico, anche in un’ottica di sostenibilità ambientale. Già adesso il birrificio, grazie ai pannelli solari, è autosufficiente in orario diurno ed entro la primavera 2026 lo sarà anche in orario notturno. Abbiamo infatti vinto un bando nazionale, che ci consentirà di raddoppiare la capacità dell’impianto fotovoltaico e installare anche le batterie, con un notevole abbattimento dei costi energetici. Inoltre, in 15 anni di apertura del birrificio, siamo riusciti ad ammortizzare i costi fissi, relativi soprattutto ad attrezzature ed impianti e questo ci ha permesso di far fronte alle ultime ondate di rincari, senza aumentare il prezzo di vendita dei nostri prodotti.
Come sono cambiate le abitudini dei consumatori, in questi ultimi anni?
Abbiamo notato un calo nelle vendite perché i nostri principali clienti sono realtà del comparto Ho.re.ca quindi bar e ristoranti, attualmente in sofferenza a causa dei costi in aumento e del ridotto potere d’acquisto delle famiglie, che spesso rinunciano a un pranzo o una cena fuori casa. Inoltre la difficile situazione degli esercizi pubblici porta a un’ulteriore dinamica, che finisce con l’ostacolare i birrifici locali e indipendenti.
Quale?
Locali in difficoltà spesso trovano un partner nei grandi distributori di bevande, disposti a investire, a patto che il ristorante o bar serva poi, esclusivamente, i loro prodotti.
Questo però taglia fuori i produttori artigianali, slegati dalle catene distributive, che in questo modo faticano a vendere la propria birra.
Quali progetti ha per il futuro?
Sto valutando di diversificare l’attività in ambito turistico, offrendo la possibilità di soggiornare presso il birrificio. Inoltre vogliamo rivolgerci anche alle aziende, come location per attività di team building.
Samuele Bondi














