Se per il momento l’inflazione resta ferma, il portafoglio delle famiglie continua inesorabilmente a svuotarsi. Il carrello della spesa, segna nell’ultimo mese un incremento del +3,2%, e i prodotti ad alta frequenza d’acquisto – come alimentari, benzina e beni per la casa – accelerano fino al +2,7%. I beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una lieve decelerazione (da +3,4% a +3,2%), ma restano ben sopra la media generale. Come evidenziano le associazioni dei consumatori, il rallentamento dei prezzi non basta ad alleviare la pressione sui bilanci familiari. Non solo: a sostenere il carico maggiore, manco a dirlo, sono le famiglie a reddito medio basso, anche con due stipendi fissi. Secondo l’Osservatorio di Federconsumatori, una famiglia media italiana affronta una spesa aggiuntiva di 535,50 euro l’anno, di cui 190,40 euro solo per il cibo.

Le storie delle famiglie faentine: “Aumenta tutto tranne i nostri stipendi”

Tra le famiglie faentine cresce la preoccupazione. Laura e Davide, genitori di quattro figli, raccontano: «È aumentato tutto tranne i nostri stipendi. Si sopravvive, ma non si arriva mai a fine mese. I nostri figli non hanno grandi pretese, ma anche iscriverli a uno sport è diventato un lusso. E questo nonostante entrambi abbiamo uno stipendio fisso. Solo da poco possiamo permettercelo, fino all’anno scorso erano i nonni a pagare gli sport pomeridiani». La coppia spiega che anche le esigenze scolastiche si sono moltiplicate. «Abbiamo dovuto comprare uno smartphone anche a Luca, il più piccolo, che ha 11 anni, perché la scuola usa piattaforme digitali per i compiti e le comunicazioni. Significa sei telefoni e sei abbonamenti mensili. Del resto, con un solo computer in casa per sei persone sarebbe impossibile gestire tutto». Senza contare i rincari alimentari. «Fino a tre anni fa un litro di latte costava 0,69 euro, ora 0,99. Per la colazione dei bambini spendiamo un euro al giorno. Se volessimo mangiare carne più volte a settimana, anche solo una svizzera che è la più economica, spenderemmo circa 20 euro solo per quella. E poi occorre un contorno di verdura che come la frutta costa come l’oro». Un’altra mamma faentina, Chiara B. aggiunge: «La nostra alimentazione si compone di un piatto di pasta a pranzo per ammortizzare i costi e di un secondo a cena. Il pesce, ovviamente, non lo compriamo mai. Non andiamo al ristorante, se non per i compleanni. I vestiti si acquistano solo con i saldi o a bassissimo costo. I brand sono fuori discussione. I ragazzi capiscono, ma è dura. Anche i libri e la cancelleria per la scuola pesano sempre di più». Le famiglie tagliano sui consumi, scelgono prodotti meno costosi e fanno la spesa nei discount, dove gli acquisti sono cresciuti nell’ultimo anno del 12,1% secondo Federconsumatori. «Ormai anche fare la spesa al supermercato è diventato proibitivo – racconta Francesca S. – Basti pensare che un chilo di pane viaggia oggi intorno ai tre euro e con tre figli dura, se va bene, un paio di giorni, mentre un litro d’olio economico si aggira intorno ai 5-6 euro». E le vacanze? «Quelle ce le sogniamo – conclude Francesca – . Al massimo qualche giorno oppure da parenti e amici e anche il quel caso ci capita di chiedere una mano ai nonni».

Barbara Fichera