Dalla biblioteca del Torricelli Ballardini alla nuova palestra del Persolino-Strocchi: la scuola faentina cambia volto grazie agli investimenti Pnrr e alla Provincia di Ravenna

Nuova biblioteca e aule rinnovate per il Torricelli Ballardini

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Taglio del nastro questa mattina 8 ottobre al Liceo Torricelli Ballardini per la nuova biblioteca e le aule al piano terra di via Pascoli. L’intervento è parte di un lavoro molto più ampio nella sede dell’indirizzo scientifico di via santa Maria dell’Angelo con lavori di miglioramento sismico e riqualificazione per circa 2,3 milioni di euro (di cui 1,8 milioni Pnrr e 447mila euro della provincia di Ravenna).

A inaugurare i locali Michele De Pascale, presidente della Regione, Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna e il sindaco manfredo Massimo Isola. “Le risorse sono andate a favore di chi è stato penalizzato dalla pandemia – ha sottolineato De Pascale – e cioè sanità e scuola. Si è trattato di un ristoro vero. La nostra priorità è stata la sicurezza, tant’è vero che si è trattato innanzitutto di interventi antisismici che hanno reso le scuole più sicure, oltre che belle. Abbiamo ora edifici più solidi, impianti rinnovati per ridurre i consumi, ambienti e laboratori moderni. La scuola è il più grande investimento che possiamo fare per il futuro delle nostre comunità- sottolinea il presidente della Regione. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno diritto a crescere e a formarsi in spazi sicuri, funzionali e accoglienti, adeguati alle esigenze della didattica contemporanea. I lavori realizzati a Faenza vanno esattamente in questa direzione”.

Entrando nella sede di via Pascoli si rimane incantati: il grande cancello si apre su una corte interna da cui si accede alla biblioteca e alle nuove aule che sono ampie e luminose. “Prima dei lavori, i locali al piano terra versavano in uno stato di abbandono – ha spiegato l’ingegnere Marco Conti, dirigente Edilizia scolastica e patrimonio della Provincia -. Abbiamo recuperato aule da spazi prima non utilizzabili e fatto interventi di miglioramento sismico”. Gli ambienti sono già fruibili, compreso un secondo giardino interno. Lo scorso anno erano già stati completati i lavori alla sede dell’indirizzo linguistico di via Pascoli, prima scuola in provincia di Ravenna a chiudere un cantiere con i fondi del Pnrr.

Gli altri interventi

L’inaugurazione è avvenuta all’interno della più ampia presentazione dei lavori in quattro scuole faentine per un investimento complessivo di oltre 12,9 milioni di euro finanziati con fondi Pnrr (10 milioni) e della Provincia (2,2 milioni).

“Un blocco di investimento inaudito – ha detto Valentina Palli, presidente della Provincia – per restituire alla comunità scolastica edifici più sicuri e rinnovati. Questi interventi si inseriscono nell’ambito di un pieno e costante impegno da parte dell’amministrazione provinciale per l’edilizia scolastica. L’obiettivo è quello di rendere i nostri istituti sempre più sicuri, funzionali e accoglienti per ragazzi, ragazze e per tutto il personale scolastico che ogni giorno vive quegli spazi, che rappresentano anche luoghi di socialità e condivisione fondamentali per la comunità”.

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I lavori hanno previsto anche 3,5 milioni di euro (di cui 3 milioni finanziati dal Pnrr e 500mila euro dalla Provincia)all’istituto Bucci di via Camangi con adeguamento sismico, riqualificazione degli ambienti destinati alla didattica , per rendere l’edificio più sicuro e al tempo stesso più efficiente dal punto di vista energetico.

All’Istituto “Alfredo Oriani”, in via Manzoni, è stato portato a termine il primo stralcio di un più ampio programma di messa in sicurezza sismica, che ha interessato in particolare il corpo centrale del complesso scolastico. Un intervento da 2,3 milioni complessivi, di cui 1,8 milioni Pnrr e 483.843 euro stanziati dalla Provincia, che ha rafforzato le strutture portanti.

L’intervento di maggior impatto ha riguardato la palestra del Persolino-Strocchi in via Medaglie D’oro che è stata completamente demolita e poi ricostruita.  Ora c’è una struttura antisismica di nuova generazione, progettata con criteri di sostenibilità e dotata di impianto fotovoltaico. Un investimento di 3,2 milioni di euro (2 milioni Pnrr500mila euro dal Fondo per l’avvio di Opere Indifferibili e 700mila euro dalla Provincia di Ravenna) che consegna agli studenti e alla città uno spazio moderno, funzionale e aperto anche ad attività extrascolastiche e manifestazioni sportive.

“Una palestra moderna – ha aggiunto Conti -, con una struttura leggera in legno, impianti di nuova generazione, pavimentazione sportiva e pompa di calore senza utilizzo di gas”.

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Ph. Gianni Zampaglione

Isola: “La scuola è un luogo dove si costruisce il futuro della comunità. Faenza città che crede nel futuro e investe nei suoi giovani”

Per Faenza non finisce qui. “Come municipalità stiamo chiudendo cantieri per altri 8 milioni di euro – ha annunciato il sindaco Massimo Isola – che prevedono anche la ricostruzione della scuola d’infanzia Il Girasole” distrutta dall’alluvione nel maggio 2023. “In tutto consegniamo alla città scuole rinnovate per un investimento complessivo di 20 milioni di euro. Abbiamo ricostruito una palestra, una biblioteca, aule.  

Per noi la scuola è uno dei pilastri della visione di civiltà che vorremmo, un luogo dove si costruisce il futuro della comunità. A Faenza, questi quattro istituti rappresentano altrettanti punti di riferimento, spazi nei quali migliaia di giovani ogni giorno, non solo apprendono, ma si confrontano e crescono.

Intervenire con progetti che rendono le scuole più sicure, moderne, accessibili e sostenibili, significa prendersi cura di questo ambito di città per noi fondamentale. Dietro questi cantieri ci sono sì, investimenti importanti, ma soprattutto c’è una scelta culturale e politica, quella di mettere la scuola al centro, di riconoscerne il valore, non solo educativo, ma soprattutto quale bene comune. Faenza vuole essere, sempre di più, una città che crede nel futuro, che investe nei suoi giovani e che considera la scuola il luogo più prezioso dove si costruisce la libertà e la civiltà di una società”.

Barbara Fichera