A Faenza, presso San Pier Damiano Hospital, è attivo un ambulatorio Vulnologico dedicato al trattamento delle lesioni complesse, croniche e da decubito. Vulnologico, dal latino Vulnus, indica il trattamento delle lesioni che derivano da altre patologie e non sono correlate con la pelle ma si manifestano sulla pelle. Un servizio che rappresenta un importante punto di riferimento per il territorio, offrendo ai pazienti un percorso di cura altamente specializzato, fino a poco tempo fa disponibile solo in forma domiciliare.
Klarida Hoxha: “Il successo del trattamento non dipende solo dalle medicazioni, ma anche da una relazione di fiducia”

Il servizio è affidato a Klarida Hoxha, infermiera con oltre 15 anni di esperienza e un master in wound care avanzato, termine inglese che indica il trattamento specialistico delle ferite. Hoxha fa parte di un gruppo di esperti internazionali in questo campo impegnati nella stesura di linee guida per la gestione delle lesioni cutanee difficili. «Fino a poco tempo fa, nel faentino non esisteva un ambulatorio dedicato a questo tipo di problematiche – spiega Hoxha –. Molti pazienti non sapevano a chi rivolgersi e cercavano di medicarsi da soli, con il rischio di peggiorare la situazione. Oggi invece possono contare su un percorso strutturato, che unisce competenza clinica, tecnologia e attenzione alla persona». Secondo i dati dell’AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee), in Italia circa due milioni di persone soffrono di lesioni cutanee croniche. Le ulcere da decubito, ad esempio, interessano circa l’8% dei pazienti ricoverati in ospedale e tra il 15% e il 25% di coloro che si trovano in strutture di lunga degenza. L’attività comprende medicazioni avanzate per ferite profonde o di ampia estensione, gestione di lesioni croniche e da pressione (decubito), trattamento di ferite complicate con tecniche e strumenti dedicati e bendaggi specialistici di trattamento curativo e funzionali e favorire i processi di guarigione, ma anche piccole ferite che non stanno rispondendo a trattamenti e di cui non se ne conosce la causa. Ogni paziente viene sottoposto a una valutazione iniziale approfondita: vengono analizzate le caratteristiche della ferita, le cause che ne hanno determinato la mancata guarigione e i fattori di rischio individuali. Sulla base di queste informazioni, si imposta un piano terapeutico personalizzato, con controlli periodici e un costante monitoraggio dell’evoluzione della lesione. Grande importanza viene data anche all’educazione del paziente e dei caregiver, per garantire la corretta gestione delle medicazioni a casa e assicurare la continuità del trattamento. Il percorso può essere condiviso con il medico di famiglia, così da impostare eventuali approfondimenti diagnostici o consulenze specialistiche.
«Ogni ferita ha la sua storia – racconta Hoxha –. Non basta guardare la pelle: bisogna conoscere la persona, capire il dolore che prova, le sue paure e la sua quotidianità. Il successo del trattamento non dipende solo dalle medicazioni o dalle tecniche usate, ma anche dalla capacità di instaurare una relazione di fiducia. È quello che, nel modello internazionale TIMERS, rappresenta la ‘S’ di social factors: ascoltare, spiegare, condividere gli obiettivi di cura». L’ambulatorio dispone di tecnologie di ultima generazione e di medicazioni innovative che favoriscono la guarigione tissutale e riducono il rischio di infezioni.
Il servizio è rivolto a pazienti di tutte le età, con ferite traumatiche, vascolari o chirurgiche, comprese quelle che non guariscono normalmente dopo un intervento. In particolare, si consiglia di rivolgersi allo specialista se una ferita non mostra miglioramenti entro quattro settimane o non risponde ai trattamenti tradizionali.
«Le ferite croniche sono molto più diffuse di quanto si pensi – aggiunge Hoxha –. Spesso le persone sottovalutano il problema o si arrangiano con rimedi casalinghi. Il nostro obiettivo è dare una risposta concreta, professionale e personalizzata, che permetta di guarire e di tornare a una buona qualità di vita».
Per accedere al servizio è sufficiente contattare il centralino di San Pier Damiano Hospital di Faenza per prenotare una prima valutazione. Durante la visita, l’infermiera valuta la lesione, imposta il piano di cura e accompagna il paziente nel percorso di guarigione più adatto al suo quadro clinico e alle sue esigenze personali.














