Al Teatro comunale di Russi doppio appuntamento dedicato alle donne nella Resistenza locale.
I due eventi fanno parte del progetto «Passi di memoria»
Si tratta di due eventi collegati al progetto «Passi di memoria», finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Bando per il sostegno a iniziative di valorizzazione e divulgazione della memoria e della storia del Novecento.
Il progetto comprende diverse attività, avviate dal Comune di Russi in concomitanza con l’80°anniversario della Liberazione e volte a valorizzare le figure e i luoghi simbolo della Resistenza, come testimonianze della storia del Novecento.
Attraverso teatro, musica, cinema, narrazione e percorsi storici, il progetto coinvolge cittadini e studiosi, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria collettiva.
I due appuntamenti, a cura della compagnia Le belle bandiere, figurano nella rassegna «La città delle vite infinite», che propone una città ideale dove si incrociano arti, saperi, sogni e mestieri.
Vite, luoghi e storie di ognuno diventano di tutti. Attraverso il teatro e le arti nascono nuovi luoghi di incontro, progetti, legami, visioni.
I due appuntamenti
Lunedì 6 ottobre 2025, ore 20.45 – Teatro Comunale, via Cavour 10
Prima proiezione del documentario
RAGAZZE PER SEMPRE
Storie di donne nella Resistenza ravennate
scritto e diretto da Giuseppe Masetti – voce di Elena Bucci
realizzato dall’Istituto Storico della Resistenza di Ravenna, in collaborazione con ANPI, SPI-CGIL riprese e post-produzione Biroke Studio
Un film di montaggio, prodotto dall’Istituto storico della Resistenza di Ravenna in prossimità dell’anniversario del primo voto alle donne, apre la stagione teatrale di Russi con una prima proiezione curata dalla compagnia Le belle bandiere, per un omaggio riconoscente al contributo offerto da tante ragazze al movimento di Liberazione.
Il filmato, della durata di 65 minuti, si avvale dei materiali d’archivio conservati presso l’Istituto storico della resistenza di Ravenna, l’Istituto LUCE, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) di Roma, intercalati da riprese sul campo nei paesaggi di memoria, intende portare lo spettatore a contatto con i sentimenti e le passioni civili che durante la guerra animarono le protagoniste dei Gruppi di Difesa della Donna e di assistenza ai Combattenti, maturando percorsi di emancipazione che avrebbero poi trovato seguito nella Costituzione repubblicana e nelle battaglie civili del dopoguerra.
La voce off di Elena Bucci che accompagna tutto il filmato, unitamente alle riprese video curate da Shilan Shamil dello Studio Biroke, rendono del tutto attuale e stimolante la riflessione su una storia di genere che tutti dovrebbero conoscere.
Martedì 4 novembre 2025, ore 20.45 – Teatro Comunale, via Cavour 10
TOSCA
Una partigiana tra Russi e Roma
di e con Elena Bucci – musica dal vivo Marco Zanotti
con il sostegno di Pro Loco Russi, ANPI, Porta Nova, SPI CGIL

Elena Bucci dà voce al ritratto di Tosca Casadio, donna appassionata, generosa e coraggiosa, nata a Russi e morta a Roma, vissuta in anni che hanno visto gli orrori del fascismo e della guerra.
Tosca Casadio nacque a Russi in una famiglia di orientamento anarchico. Si trasferì a Roma negli anni ’20, dove lavorò come commessa in un negozio di piazza Zanardelli. Durante l’inverno del 1943, Tosca fu una figura chiave della Resistenza romana: per Pajetta, che era stato nascosto a casa sua, per Longo, Ingrao, Labò, Marisa Musu e gli altri compagni, era la «gappista di Borgo».
Per gli ebrei e tutti quelli che si nascondevano, era quella che sapeva con un brevissimo anticipo, dove erano programmati i rastrellamenti nei quartieri Prati e Trionfale, e arrivava in bicicletta per dare l’allarme. Dopo la Liberazione, continuò a sostenere il Partito Comunista e la comunità: gestì la mensa dei reduci e, grazie a Nenni e Togliatti, ottenne la licenza per un’edicola sul Lungotevere, che gestì per anni con grande determinazione, affrontando anche intimidazioni politiche e controlli.
Non rinnovò più la tessera del Partito dopo l’invasione dell’Ungheria del 1968, ma continuò a essere memoria storica della Resistenza, il senso del dovere e la necessità di lottare per la giustizia rimasero sempre forti in lei. Morì nel 1974 nella casa di riposo di Mentana, senza vedere riconosciuti pubblicamente il suo impegno e il suo ruolo nella Resistenza.














