Tra i cantieri più attesi della ricostruzione post alluvione c’è il Ponte delle Grazie, fondamentale collegamento tra il Borgo e il centro storico. L’iter per il completamento del nuovo ponte rimane complesso, con molti enti chiamati a esprimersi ma, ad agosto, un primo passo avanti è stato compiuto. La Soprintendenza ha infatti tolto il vincolo di interesse culturale e «questo – spiega il vicesindaco di Andrea Fabbri – consente di avere il via libera per la progettazione del ponte». L’appalto è affidato a Sogesid, società di ingegneria delle amministrazioni centrali dello Stato, che potrà contare su un finanziamento della struttura commissariale pari a 8,2 milioni di euro, tra cui 900mila destinati proprio alla progettazione. «Sappiamo quanto quest’opera – continua Fabbri – sia strategica per il Borgo e la città e dunque stiamo sollecitando Sogesid affinché affidi il progetto al più presto. Ci aspettavamo fosse affidato già entro inizio settembre. Il primo obiettivo rimane comunque avere il progetto definitivo del nuovo ponte entro l’estate 2026, per presentarlo poi ai cittadini e partire con i lavori di demolizione».
Il nuovo ponte sarà a campata unica e senza piloni
Di sicuro il nuovo ponte sarà più alto rispetto all’attuale e a campata unica, senza i piloni, per innalzare la sicurezza idraulica. «In questo momento – spiega il vicesindaco – il Ponte delle Grazie costituisce un elemento di pericolo, in caso di piena. Puntiamo dunque ad avere un ponte più sicuro e maggiormente fruibile, anche dal punto di vista ciclopedonale». Rimane però il tema dell’altezza che dovrà avere il nuovo ponte, con l’alluvione del 2023 che ha spostato completamente i parametri. «Di certo resta aperta la discussione in merito al franco idraulico perché, considerando le ultime piene, le rampe dovrebbero partire da corso Saffi e piazza Lanzoni, rendendo tecnicamente difficile realizzare l’opera. A oggi dunque, servirebbe una deroga per il nuovo ponte ma c’è ancora incertezza perché mancano i calcoli definitivi, sulla portata del fiume Lamone, da parte dell’Autorità di Bacino del fiume Po. Tra l’altro, sulla portata complessiva del fiume influiranno anche le opere da realizzare a monte di Faenza, come le casse di espansione, che la Regione presenterà a breve. Ci aspettiamo sicuramente buon senso da parte di tutti gli enti coinvolti, per realizzare un ponte più alto e sicuro ma che non snaturi completamente la viabilità». Nonostante l’incertezza che aleggia, l’auspicio è avere il nuovo ponte «entro Natale del 2027 – si sbilancia Fabbri -. Sarebbe davvero un bel regalo per tutta la città».
Sul noleggio del ponte Bailey
Nel frattempo dunque il Ponte delle Grazie continuerà a essere percorribile in un senso di marcia, dal Borgo verso il centro, e il ponte Bailey rimarrà operativo oltre il 2026, anno in cui sarebbe dovuto scadere il noleggio dell’infrastruttura. Il costo mensile per il noleggio del Bailey è di 20mila euro più iva, e questo viene finanziato interamente dalle ordinanze della struttura commissariale. «Ci siamo già mossi per prorogare il noleggio del Bailey, che rimarrà fino a quando non ci sarà il nuovo ponte. Siccome il ritardo nella progettazione dell’opera non dipende dal Comune, ma da Sogesid, ci stiamo confrontando con la struttura commissariale affinché si faccia carico dei costi. Ci sembra davvero ingiusto infatti – conclude Fabbri – che siano i faentini, che hanno già sofferto tanto a causa delle alluvioni, a dover sostenere questo ulteriore costo e siamo fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta, anche in virtù del clima di collaborazione istituzionale che si respira attualmente».
Samuele Bondi














