È stato presentato giovedì 9 ottobre, presso la Chiesa del Carmine di Bagnacavallo, il nuovo Rapporto Povertà e Risorse “Trame di cura”, a cura della Caritas diocesana di Faenza-Modigliana. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione condivisa sulla condizione di povertà economica e sociale nel territorio, ma anche sulle risorse di solidarietà e prossimità che si sono attivate.  L’obiettivo del rapporto è contribuire alla costruzione di una “trama sociale” capace di accogliere, sostenere e accompagnare le persone più fragili.

All’evento sono intervenuti il vescovo monsignor Mario Toso, il sindaco di Bagnacavallo Matteo Giacomoni e don Emanuele Casadio, direttore della Caritas diocesana. «Abbiamo scelto di presentare il report nel territorio della Bassa Romagna – ha spiegato don Casadio – perché è importante mostrare come le Caritas parrocchiali operino in modo diffuso e coordinato con il Centro di ascolto diocesano. È stata anche l’occasione per ricordare la parrocchia di Traversara, a un anno dall’alluvione che l’ha duramente colpita. Questo momento vuole essere un segno di vicinanza e accompagnamento della Caritas diocesana accanto alle Caritas locali».

I dati della povertà nella Bassa Romagna e Russi

don Casadio e Violani

Durante la serata è stato approfondito il lavoro delle Caritas parrocchiali di Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, Fusignano, Russi, Sant’Agata sul Santerno e Villanova. Nel 2024 queste sette realtà hanno seguito 329 persone, rappresentative di altrettanti nuclei familiari. Spesso, infatti, è una sola persona a presentarsi per chiedere aiuto a nome dell’intera famiglia, il che significa che il numero effettivo di persone sostenute è molto più alto.

Le donne rappresentano il 64% del totale, con un’età media di circa 50 anni. La nazionalità più frequente è quella italiana (2 persone su 5), ma le Caritas hanno incontrato persone di 25 Paesi diversi, segno di una crescente complessità culturale e sociale. Le nazionalità più rappresentate tra gli stranieri sono marocchina, senegalese, nigeriana e rumena, che insieme costituiscono il 70% del totale.

Il 48% delle persone seguite è coniugato, il 23% celibe o nubile, il 20% separato o divorziato e il 9% vedovo. Tra gli italiani è maggiore l’incidenza di divorziati e vedovi, mentre tra gli stranieri prevalgono i coniugati.

Il fenomeno del lavoro povero nella Bassa Romagna e Russi

Uno degli aspetti più significativi che emerge dal rapporto è la diffusione del “lavoro povero” (working poor). Non è solo la mancanza di un impiego a generare disagio economico (38% dei casi), ma anche la presenza di redditi insufficienti: il 36% delle persone incontrate lavora, ma non guadagna abbastanza per sostenere la propria famiglia.

La quasi totalità degli utenti è regolarmente residente (solo due persone risultano prive di permesso di soggiorno), segno di un forte legame con il territorio. Il 90% ha una casa in cui vivere, di cui il 77% in affitto e il 13% di proprietà. Gli interventi di aiuto più frequenti restano quelli alimentari ed economici, a conferma delle difficoltà quotidiane delle famiglie nel far fronte alle spese essenziali.

Un anno di impegno: oltre 1.700 persone accolte

Allargando lo sguardo all’intera diocesi, nel 2024 si sono rivolte alla rete Caritas 1.757 persone.
Le 25 Caritas parrocchiali presenti sul territorio hanno accolto 1.084 persone (62% del totale), mentre il Centro di Ascolto diocesano ne ha seguite 673 (38%). I Centri di ascolto Caritas si confermano come luoghi di incontro, ascolto e speranza, in cui la relazione è al centro di ogni intervento.

Mensa, viveri e accoglienza: numeri in crescita

Il Centro di Ascolto diocesano sito nel centro di Faenza offre diversi servizi a chi versa in un periodo di difficoltà.

  • Mensa diocesana: nel 2024 sono stati serviti 11.336 pasti, con un incremento del 75% rispetto al periodo pre-pandemico.
  • Sostegno alimentare: al Centro di Ascolto diocesano sono quasi 3.000 i pacchi alimentari distribuiti (2.901), più del doppio rispetto al 2019.
  • Accoglienze: 6.046 pernottamenti registrati, pari a circa 70 persone ospitate durante l’anno.

Nel 2024, un terzo delle persone ascoltate si è rivolta per la prima volta alla Caritas diocesana, mentre il 36% frequenta da cinque anni o più: un dato che segnala la presenza di povertà croniche e intermittenti.

Mostra “Oltre la piena”

oltre la piena 06 300x225 1

La serata si è conclusa con la visita alla mostra fotografica “Oltre la piena”, allestita nella chiesa del Carmine: un racconto per immagini che intreccia memoria, ferite e speranza, ricordando come la solidarietà sia la prima forma di ricostruzione. La mostra a Bagnacavallo è visitabile fino al 15 ottobre.