Sono stati abbattuti, in via Cimatti, più precisamente nel tratto compreso tra il sottopasso della circonvallazione e via Santa Lucia, gli alberi, ai lati della sede stradale.
La perizia tecnica: emerso un quadro di grave criticità. Trenta gli alberi compromessi
I pioppi bianchi, piantati tra gli anni Sessanta e Settanta, secondo la perizia tecnica redatta dalla società AR.ES di Ferrara, versavano in uno stato di “grave criticità strutturale e vegetativa, senza possibilità di recupero, compromessi da interventi di ‘capitozzatura’ eseguiti negli anni Ottanta e successivamente indeboliti da funghi lignicoli e alluvioni“.(Qui l’articolo sull’abbattimento)
In particolare, trenta alberi sono stati classificati come compromessi, ossia in condizioni tali da rappresentare un pericolo concreto per la sicurezza pubblica
La perizia ha anche sottolineato che “gli altri esemplari, pur non ancora arrivati a questo stadio critico, mostrano segnali evidenti di sofferenza e un degrado che non può essere arrestato. Per questo motivo, un abbattimento selettivo limitato agli alberi peggiori non sarebbe una soluzione efficace.”
Preso atto delle conclusioni dei tecnici che hanno redatto la relazione e degli esperti del settore il Comune ha dunque deciso di procedere con la rimozione dell’intero impianto vegetale e programmare la sua sostituzione con nuove alberature più resistenti, stabili e adatte all’ambiente urbano.
Faenza eco-logica: “Abbattuti anche alberi non a rischio, le perizie lo dimostrano”
Faenza eco-logica però non è d’accordo e annuncia la decisione di diffidare il Comune di Faenza in merito agli abbattimenti completati in questi giorni, che hanno portato al taglio di 63 alberi su 64.
L’associazione, che da tempo segue la vicenda, contesta infatti la decisione dell’amministrazione e la modalità con cui è stata gestita l’operazione.
Solo a lavori quasi ultimati — si legge nella nota stampa dell’associazione — sono state ricevute le perizie firmate dall’agronomo Giovanni Morelli, incaricato dalla ditta Ares per conto del Comune. Il professionista ha condotto una valutazione visiva (VTA) sui 64 pioppi, senza utilizzare, rimarca Faenza eco-logica, strumenti di terra.
Le perizie e i rilievi contestati dall’associazione: “34 alberi si potevano salvare”
Nella relazione tecnica, Morelli ha prescritto l’abbattimento di 30 alberi, ma, sottolinea Faenza eco-logica, per 21 di questi la probabilità di cedimento è solo “possibile” e non elevata, mentre per altri 7 è “improbabile”.
Per gli altri 34 pioppi, le schede tecniche avrebbero indicato interventi di manutenzione, come la rimonda del secco o la rimozione dei rampicanti, senza prevedere l’abbattimento.
Nonostante ciò, nella conclusione della perizia, l’agronomo consiglia di abbattere l’intero filare, ritenendo che nel tempo gli alberi potessero ammalarsi o indebolirsi. Una posizione che l’associazione giudica eccessiva: «Non si può eliminare un intero filare per un rischio futuro e ipotetico».
L’associazione chiede trasparenza e stop agli abbattimenti
Faenza eco-logica critica la mancanza di condivisione delle perizie con il Tavolo Ambiente e la rapidità dell’intervento, ricordando che i lavori erano già programmati dalla ditta da diversi mesi, «segno che la decisione di abbattere tutto era già stata presa».
L’associazione denuncia inoltre che le ceppaie rimosse non presentavano segni evidenti di carie o marciume, e chiede di fermare l’abbattimento dell’ultimo pioppo rimasto.
«Il Comune — si legge nella nota — ha privato la città dei benefici ecosistemici degli alberi senza un rischio imminente di caduta, agendo in modo frettoloso e poco trasparente».
Presidio e possibili azioni legali
Per la mattina di sabato 11 ottobre, Faenza eco-logica ha annunciato un presidio alle 8.15 all’angolo tra via Cimatti e via Santa Lucia, davanti all’ultimo pioppo ancora in piedi.
L’associazione, inoltre, fa sapere di essere intenzionata a presentare un esposto in merito all’abbattimento dei 34 pioppi ritenuti sani.














