Sulle colline pedemontane tra Faenza e Forlì, là dove la vista abbraccia la Romagna intera – dai rilievi dell’Appennino fino a Ravenna e all’Adriatico – si cela un tesoro d’arte: la mostra Pulvis et Caelum, allestita all’interno della suggestiva Torre medievale di Oriolo dei Fichi. Un luogo simbolico e carico di storia che, fino al 9 novembre, accoglie le opere delle artiste Chiara Di Stasio, Stefania Raggini e Linda Turci, tre voci femminili cesenati accomunate da un approccio sensoriale e spirituale all’arte contemporanea. Le opere sono visitabili il sabato e la domenica pomeriggio, e l’ingresso è libero.

Un “tesoro dell’anima” nelle colline romagnole

Chi desidera vivere questa “caccia al tesoro dell’anima, della mente e del cuore” può raggiungere la Torre di Oriolo, cuore pulsante della Romagna.
Con competenza e passione, la curatrice della mostra Valentina Bertaccini, forlivese, accompagna i visitatori in un viaggio visivo e concettuale che, come lei stessa spiega, «riflette sul nascere e sul realizzarsi delle idee, così come la polvere si solleva spinta dal vento. Un movimento antico che si rinnova: dalla Polveriera della Torre di Oriolo, un tempo luogo di difesa e osservazione del territorio, oggi nasce un nuovo sguardo artistico capace di vedere, immaginare e costruire.


Le artiste Chiara Di Stasio, Stefania Raggini e Linda Turci propongono un percorso visivo, sensoriale ed esperienziale, in cui le loro opere dialogano con la materia, il territorio e l’interiorità. Voci differenti unite da un intento comune: far vivere l’arte come esperienza di connessione tra cielo e terra, natura e pensiero, radici e visioni».

MostraOrioloFichi

La curatrice Valentina Bertaccini e due delle tre artiste: Stefania Raggi e Chiara Di Stasio

“Visioni verticali”: l’arte come sguardo sul territorio

Pulvis et Caelum conclude un ciclo di otto mostre dal titolo Visioni verticali, tutte curate da Valentina Bertaccini.
Dalla primavera alla vendemmia, la Torre di Oriolo è stata animata da esposizioni che hanno unito arte contemporanea e territorio, offrendo ai visitatori non solo percorsi visivi, ma anche esperienze legate all’enogastronomia locale: visite guidate alle cantine, degustazioni di vini, pranzi e cene nei tipici agriturismi dei colli faentini.

L’esposizione si sviluppa all’interno dei cinque piani della torre, tra luci e ombre, percorsi suggestivi e scorci panoramici, collegati dai 101 gradini della scala a chiocciola che sembrano condurre verso il caelum dell’infinito.

Arte, architettura e territorio

Questa perfetta sintesi tra architettura medievale — realizzata nei caratteristici mattoni faentini della stessa epoca della Cattedrale di Faenza — arte moderna e territorio rende Pulvis et Caelum un evento unico.
La mostra è frutto della collaborazione tra le associazioni Produttori della Torre di Oriolo, Atelier1140, Viaterrea, Limo e Lamb Lamb.

È visitabile il sabato e la domenica dalle 14.30 alle 18.30 (informazioni e contatti: Valentina, tel. 328 3612822), in particolare nei fine settimana 1-2 e 8-9 novembre, date in cui, in concomitanza con l’evento conclusivo Grani e Melograni, la Torre ospiterà anche momenti di musica, sapori e tradizioni.

Le artiste in mostra

Chiara Di Stasio unisce pittura a olio e materiali naturali come iuta, canapa e bambù, praticando un’arte etica basata sul riciclo e sulla riutilizzazione di ogni elemento.

Stefania Raggini trae ispirazione dal legame profondo con la Madre Terra: le sue opere, sospese tra sogno e materia, diventano strumenti di cura e introspezione, guidate dalla manipolazione e dall’uso evocativo del colore.

Linda Turci, dopo esperienze artistiche con legno e vetro, ha trovato nella ceramica la propria voce più autentica, dando vita a un linguaggio intimo e simbolico che omaggia Faenza, capitale mondiale della ceramica.

Quinto Cappelli