Autunno è tempo di castagne, funghi e … intossicazioni. Sembra incredibile che nonostante tutte le possibilità per informarsi i pronto soccorsi, specie nei week end si riempiono di persone che manifestano sintomi pesanti da intossicazione alimentare. Nella migliore delle ipotesi si finisce con una lavanda gastrica, ma per bambini e persone fragili il rischio della morte è dietro l’angolo.

Il micologo Liverani: “App e intelligenza artificiale sbagliano”

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Il micologo faentino Alberto LIverani

«Mai fidarsi delle foto viste in giro o delle applicazioni per smartphone – avverte Alberto Liverani, vicepresidente del gruppo Gruppo Micologico & Botanico “Paolo Liverani”, e tecnico della prevenzione micologica dell’Ausl della Romagna – sembrano affidabili, ma spesso sbagliano. E nel nostro territorio esiste un fungo mortale: l’amanita phalloides. Negli ultimi weekend abbiamo avuto diversi casi di intossicazioni tra Ravenna e Forlì, persone convinte di aver trovato porcini». Ma come è possibile? «C’è chi ha visto la foto di un porcino da record pubblicata su Facebook – aggiunge Liverani – e il fungo raccolto sembra uguale ma non lo è. Poi ci sono app dedicate e intelligenza artificiale. Basta inserire una foto e la risposta è immediata». Peccato che le app non siano infallibili.  «Il problema è che sbagliano e spesso anche». Per questo l’Ausl della Romagna mette a disposizione un servizio gratuito di determinazione, gestito da micologi esperti. «È un aiuto prezioso –aggiunge Liverani – chi raccoglie può portare i funghi agli sportelli prima di consumarli o anche da noi durante le serate associative. Abbiamo giorni fissi per la determinazione funghi e siamo disponibili per appuntamenti telefonici. Meglio una verifica in più che rischiare la vita».

“Annata abbondante: funghi e raccoglitori non mancano”

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Liverani è infatti anche vicepresidente del Gruppo Micologico & Botanico “Paolo Liverani”, fondato nel 1977 e intitolato dal 2005 al suo storico presidente. Con una sessantina di soci, ha sede al Circolo Villa Franchi in via Salita. «Quest’anno l’annata è abbondante – spiega – anche se forse leggermente più scarsa rispetto al 2022. Piogge e temperature miti hanno favorito la fruttificazione, i funghi si trovano e i raccoglitori non mancano» per una stagione di raccolta che va dalla primavera al tardo autunno. Un avvertimento però è d’obbligo: in base alle regole regionali si raccoglie solo martedì, giovedì, sabato e domenica, da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto, per un massimo di tre chili a persona. «Sono le regole per la salvaguardia del bosco. Non solo – aggiunge -. Spesso chi va a funghi si perde. C’è anche il rischio di scivolare nei burroni, che dalle nostre parti non mancano. Bisogna fare attenzione quando si va nel bosco». Nella nostra regione, la raccolta è libera, salvo il pagamento per un permesso giornaliero o annuale in base ai comuni, come avviene per le castagne.

Una volta raccolti, vanno cotti e consumati entro due giorni

I funghi vanno colti a mano, facendo una leggera torsione, senza tagliare il gambo e senza attrezzi invasivi, tipo rastrelli o simili. Questo perché è fondamentale non alterarne l’aspetto per la determinazione. «Tutte le parti del fungo sono necessarie per una buona determinazione – aggiunge Liverani -. Spesso c’è poca differenza fra un fungo e l’altro». Anche la conservazione è fondamentale. «In cestini di vimini e mai in sacchetti di plastica – ricorda il micologo – perché le spore devono disperdersi e i funghi mantenersi freschi». Ma la prudenza non riguarda solo l’identificazione. «In giardini, campi, parchi pubblici o vicino alle strade i funghi, talvolta  anche commestibili, possono essere contaminati da prodotti fitosanitari, agenti inquinanti come i gas di scarico delle auto, oppure deiezioni di animali– sottolinea – quindi meglio evitare». Attenzione poi perché i funghi freschi non si mantengono a lungo.  «Vanno consumati entro due giorni dalla raccolta e sempre cotti. Se si vogliono congelare, devono essere cotti prima. Mai mangiarne in grandi quantità ravvicinate, soprattutto per bambini e anziani». Il Gruppo Micologico non si limita al supporto tecnico. «Ogni anno organizziamo giornate divulgative e una mostra durante la Fiera di San Rocco – conclude Liverani – dove si possono vedere e toccare con mano specie commestibili e velenose. Il nostro obiettivo è semplice: diffondere conoscenza e promuovere una raccolta sicura e rispettosa dei boschi».

Barbara Fichera