Un tributo alla creatività e alla libertà di una donna che ha segnato la storia culturale di Faenza e dell’arte italiana: domenica 12 ottobre la città celebra il compleanno di Muky, al secolo Vanda Berasi, aprendo le porte della sua casa e raccontandone la vita straordinaria attraverso un nuovo libro a lei dedicato.
Un compleanno in ricordo di un’artista fuori dagli schemi
Domenica 12 ottobre 2025, dalle 16, sarà possibile visitare la Casa Muky Matteucci in piazza 2 Giugno 7 a Faenza, luogo simbolo della vita e della creatività dell’artista.
Alla morte di Muky, la casa è stata donata – per volontà testamentaria – alla Fondazione MIC Faenza, divenendo un prezioso scrigno di memorie, opere e testimonianze della sua attività artistica.
La presentazione del libro “Muky, i giardini fioriti”
Alle 17 si terrà la presentazione del volume “Muky, i giardini fioriti” di Erika Dardi, edito da Curcio Editore.
All’incontro parteciperanno, oltre all’autrice, Claudia Casali (direttrice del MIC Faenza), Enzo Dall’Ara e Antonio Osnato. Ospite d’eccezione sarà lo scrittore e conduttore Carlo Lucarelli.
Il libro racconta la vita rivoluzionaria e poliedrica di Muky, artista di origini trentine che ha saputo coniugare ceramica, poesia, pittura e scultura, diventando un punto di riferimento per la cultura faentina e non solo.
Dagli esordi romani al cuore di Faenza
Arrivata a Faenza dopo gli anni romani trascorsi all’Accademia di Villa Massimo, dove fu allieva di Mazzacurati e Leoncillo e modella di Guttuso, Muky portò nella città romagnola la sua energia e il suo spirito libero.
Negli anni Cinquanta era già esponente dell’Informale, presente in esposizioni internazionali, anticonformista nello stile e nelle idee.
A Faenza visse in un raffinato palazzo settecentesco, oggi Casa Muky Matteucci, dove organizzò i celebri “Cenacoli della Loggetta del Trentanove”: incontri che dagli anni Sessanta riunivano artisti, scrittori, medici, fotografi e critici d’arte di fama nazionale.
Inizialmente considerata una figura “fuori dagli schemi”, Muky divenne presto un patrimonio culturale e umano della città, che oggi ne celebra l’eredità artistica e spirituale.














