Un viaggio nell’arte e nella meraviglia: è questo il cuore della nuova mostra personale di Miro Serasini, che invita il pubblico a riscoprire lo stupore come essenza profonda dell’essere umano.

L’inaugurazione della mostra

Venerdì 17 ottobre, alle 17, il Salone delle Bandiere nella Residenza municipale (piazza del Popolo 31) accoglierà l’inaugurazione della mostra di pittura e illustrazione di Miro Serasini, intitolata “Figli dello stesso stupore – Suggestioni catturate in pochi, rapidi tratti”.
L’esposizione, patrocinata dal Comune di Faenza, raccoglie centinaia di opere accomunate da un unico filo conduttore: lo stupore, considerato dall’artista come l’essenza più autentica della nostra umanità.

L’arte come emozione immediata

Le creazioni di Serasini nascono da una pulsione creativa istintiva, che si manifesta in pochi, rapidi tratti capaci di catturare l’emozione e la meraviglia dell’istante. Ogni opera diventa così una finestra sull’interiorità dell’artista, che traduce in immagini la propria ricerca di senso e bellezza.

La mostra resterà aperta fino al 31 ottobre, negli orari di apertura della Residenza municipale, offrendo ai visitatori l’opportunità di immergersi nel mondo visivo e poetico dell’artista faentino.

Il profilo dell’artista: chi è Miro Serasini

Nato il 4 settembre 1966, Miro Serasini ha conseguito il diploma di maestro d’arte e ha espresso la sua creatività anche nel settore dell’industria ceramica, lavorando nell’ambito dello sviluppo prodotti.


Parallelamente, ha coltivato la passione per la scrittura, pubblicando diversi libri che testimoniano la ricchezza delle sue esperienze interiori e professionali. Tra le sue opere figurano i romanzi fantasy “Sorte e Magia a Lorn” e “La lama del Fato” – appartenenti alla saga “Destino di Cavaliere” – seguiti dal saggio “La saggezza dell’acqua”, dedicato alla ricerca della felicità, e da “Parkin-son, il figlio di Parky”, incentrato sul tema del morbo di Parkinson.
Dopo questa intensa fase letteraria, Serasini ha trovato nella pittura e nell’illustrazione una nuova forma di espressione, che oggi si concretizza nella mostra “Figli dello stesso stupore”, testimonianza viva della sua inesauribile creatività.