Giovedì 16 ottobre la Comunità di Modigliana ha commemorato l’ottantunesimo anniversario del bombardamento del 1944, che costò la vita a 39 persone – tra loro molti bambini – e provocò oltre 80 feriti. Una ferita profonda, che ancora oggi invita a riflettere sul valore della pace e sulla responsabilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni.

Un ricordo per le nuove generazioni

La mattinata si è aperta alle 10.30 presso la Sala Polivalente del Teatro dei Sozofili (Piazzale E. Berlinguer, 22), con la proiezione del filmato realizzato da Emilio Caputo, contenente le testimonianze dei Testimoni del Tempo.

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Sono seguiti gli interventi di Giannetto Ortolani e Pierangelo Continelli, insieme alle letture curate dai ragazzi delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo Statale S. Lega, in ricordo delle vittime del bombardamento e come segno di un impegno comune a dire no alla guerra.


In piazza Cesare Battisti per dire “no alla guerra, sì alla pace”

Nel pomeriggio, alle 18, si è tenuto un incontro in Piazza Cesare Battisti per invocare il cessate il fuoco in tutti gli scenari di guerra e promuovere corridoi umanitari a sostegno delle popolazioni civili.

Il sindaco di Modigliana, Jader Dardi, ha preso la parola ricordando il coraggio di suor Benedetta Pompignoli, che durante le persecuzioni razziali aiutò numerosi ebrei a mettersi in salvo:
«In questa piazza Cesare Battisti, dove là in fondo c’è il cippo che ricorda suor Benedetta Pompignoli, che di fronte alle persecuzioni razziali contro gli ebrei decise di non voltarsi dall’altra parte, anche noi non possiamo rimanere indifferenti rispetto alle tragedie che stiamo vivendo alle porte dell’Europa e ai piedi dell’Italia. Basta alla guerra, vogliamo chiedere davvero l’avvio di un percorso di pace e di stabilizzazione senza l’uso delle armi».

È seguito l’intervento di Massimo Grandi, in rappresentanza di Emergency, l’associazione fondata da Gino Strada, presente nei principali teatri di guerra.
«Gino Strada diceva che la guerra deve essere abolita. È forse un’utopia, però lavoriamo perché di guerre ce ne siano sempre di meno. Emergency si basa sul lavoro dei volontari: io sono un volontario del gruppo di Forlì-Cesena», ha ricordato Grandi.

La testimonianza di Fulvia Basir: “Il diritto internazionale deve tornare a essere il fondamento della pace”

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Fulvia Basir, moglie del giornalista italo-palestinese Milad Basir, che ha portato la voce del marito impossibilitato a partecipare:
«Oggi ricordiamo i bombardamenti e sappiamo tutti cos’è la guerra: porta sofferenza, divisione e difficoltà di ricostruzione. […] Ci auguriamo che ai tavoli di pace siedano anche rappresentanti autentici del popolo palestinese, perché la pace deve partire da un atto di giustizia fondato sul diritto internazionale. Quando disumanizziamo l’altro, diventa più facile compiere un genocidio. Dobbiamo invece aiutare i popoli israeliano e palestinese a ritrovare uno sguardo di umanità reciproca. Sarà un cammino lungo, ma necessario. Solo così potremo essere veri portatori di pace».

Don Marco Corradini: “La pace deve essere disarmata e disarmante”

Ha concluso gli interventi don Marco Corradini, parroco di Modigliana, che ha richiamato le parole di monsignor Erio Castellucci, vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e vescovo di Modena e Carpi:
«Monsignor Castellucci ha scritto una lettera pastorale sul senso della pace, che deve essere disarmante e disarmata. Riprende anche il documento che papa Leone proclamerà il 1° gennaio 2026 e che sarà letto anche a Modigliana, durante la celebrazione con il nostro vescovo».

Don Corradini ha poi sottolineato il valore del ricordo e della memoria attiva:
«Ricordare un fatto del passato serve solo se lo traduciamo nelle scelte di oggi. I conflitti nel mondo, come quello in Gaza, ci interrogano: i danni della guerra non sono solo le vittime, ma anche le ferite psicologiche e sociali che restano nel tempo. Come diceva Gino Strada, la guerra è da abolire».

Santa Messa in memoria delle vittime

La giornata si è conclusa alle 19 con la Messa celebrata nella Chiesa di Santo Stefano papa e presieduta da don Stefano Rava, in suffragio delle vittime del bombardamento del 16 ottobre 1944.

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Nell’omelia, don Stefano ha ricordato:
«I bombardamenti seminarono la morte. Hanno sconvolto la vita di Modigliana e colpito molte famiglie. […] La guerra vuol dire che non c’è stato dialogo né incontro, né volontà di pace. La pace deve partire da noi stessi: più spazio diamo a Gesù nella nostra vita, più saremo autentici operatori di pace».