La biblioteca personale del filosofo faentino Enzo Melandri diventa patrimonio dell’Università di Bologna, grazie alla generosa donazione della famiglia. Un gesto che intreccia memoria, ricerca e cultura, e che restituisce nuova vita all’eredità intellettuale di uno dei pensatori più influenti del Novecento italiano.

Un patrimonio di pensiero donato all’Ateneo bolognese

L’Università di Bologna (www.unibo.it) ha recentemente acquisito la donazione della biblioteca personale del filosofo Enzo Melandri (1926–1993), figura di spicco del pensiero filosofico italiano e docente presso lo stesso Ateneo. La raccolta comprende diverse decine di volumi di grande valore, testimonianza della vastità degli interessi del pensatore, che spaziavano dalla logica alla fenomenologia, dalla storia delle scienze alla filosofia della cultura.

Sopralluogo e selezione dei volumi

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Lunedì 27 ottobre il professor Luca Guidetti, direttore del Dipartimento di Filosofia, insieme a un gruppo di docenti e studenti tirocinanti, si è recato a Faenza per un sopralluogo presso la biblioteca di Melandri. Durante la visita è stata effettuata una valutazione del patrimonio librario, con l’obiettivo di selezionare i volumi che entreranno ufficialmente a far parte della donazione al Dipartimento.

«La biblioteca di Melandri – sottolinea il professor Luca Guidetti, direttore del Dipartimento di Filosofia – rappresenta un tassello prezioso della nostra storia intellettuale. Enzo Melandri è stato una delle figure più significative del panorama filosofico e intellettuale del Novecento. Le sue opere fondamentali sono state pietre miliari nella ricerca filosofica e fenomenologica in Italia. Oltre alla sua profonda competenza filosofica, possedeva una notevole preparazione nelle discipline scientifiche, che gli permetteva di affrontare gli argomenti con rigorosa aderenza logica. Accogliere questo patrimonio significa valorizzare la memoria di un pensatore che ha inciso profondamente nella cultura del secondo Novecento, offrendo agli studiosi e agli studenti una risorsa inestimabile per la ricerca».

Il direttore ha inoltre ricordato che «tale iniziativa si inserisce nel contesto delle attività del Centro di Ricerca per la Fenomenologia Enzo Melandri, istituito presso il Dipartimento lo scorso anno».

La decisione della famiglia Melandri

«Abbiamo deciso di donare questi libri anche perché, con il passare degli anni, non possiamo più garantire di prendercene cura. È per noi una grande soddisfazione, perché si tratta di un patrimonio che non appartiene solo alla nostra famiglia, ma che ormai è di tutti gli studiosi e degli appassionati di filosofia», hanno dichiarato Tullia e Paolo Melandri, figli del filosofo, esprimendo l’emozione di poter consegnare alla comunità accademica e cittadina un’eredità di pensiero di così alto valore. Il progetto prevede la catalogazione, la parziale digitalizzazione e la successiva consultazione dei volumi, così da rendere accessibile a ricercatori e studenti una risorsa unica per l’approfondimento del pensiero melandriano e della cultura filosofica del Novecento. Al sopralluogo hanno partecipato, per il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna, oltre al direttore Luca Guidetti, i docenti Emanuele Mariani, Sebastiano Galanti-Grollo, Giuliana Mancuso e Ludovica Neri, insieme agli studenti tirocinanti Ivan Bizzocoli, Lorenzo Perrone, Debora Spinn e Marianna Danovaro.