Un percorso di arte urbana diffusa che nasce dal dolore ma si fa occasione di rinascita collettiva. A Faenza prende avvio la prima fase cittadina del Festival “Impronte di Solidarietà”, progetto promosso dal Distretto A APS per trasformare le ferite lasciate dall’alluvione del maggio 2023 in tracce di memoria e speranza.

Un progetto per una rinascita collettiva

Impronte di Solidarietà” è un’iniziativa che pone al centro la forza della comunità faentina, capace di rialzarsi grazie alla solidarietà di migliaia di persone. Dopo l’anteprima del 2023 con il murales Cuore di Igor Scalisi Palminteri, realizzato in via Sant’Ippolito come ringraziamento ai volontari, e dopo gli interventi a Modigliana e Tredozio, il Festival entra ora nel vivo a Faenza, a due anni dall’emergenza.

Tra i 65 artisti che hanno risposto alla call internazionale, ne sono stati selezionati sei, italiani e stranieri. I primi tre sono stati invitati a lasciare un segno nelle aree più colpite, reinterpretando attraverso il linguaggio dell’arte murale i temi della resilienza, della memoria e della rinascita collettiva.

Ogni muro diventa così un racconto condiviso, una testimonianza di cura e di bellezza pubblica. Il progetto è curato e coordinato dall’architetto Bianca Maria Canepa, con il supporto del Distretto A APS.

KinMx e l’opera No Mud, No Lotus

La prima opera faentina del Festival, intitolata No Mud, No Lotus, sta prendendo forma lungo il muro che si affaccia sull’accesso al parcheggio del centro commerciale Faenza 1.
A realizzarla è Kathrina Rupit, in arte KinMx, artista di origine messicana che vive e lavora a Dublino.

KinMx è nata a Città del Messico e dal 2010 ha costruito una carriera internazionale, intrecciando influenze culturali globali e collaborando con istituzioni come le Nazioni Unite, Greenpeace, Amnesty International, oltre che con ambasciate e gallerie internazionali. Ha partecipato a numerosi festival di street art in Europa, America e Asia, tra cui ArtScape (Svezia, 2023), Monart Festival (Spagna, 2022), Waterford Walls (Irlanda, 2015-2017) e Street Art Festival di Salonicco (Grecia, 2017).

Nel 2022 ha ricevuto l’Ohtli Award, il più alto riconoscimento conferito dal Governo Messicano a chi promuove le comunità messicane all’estero. La sua ricerca artistica unisce impatto visivo e valore emotivo, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla valorizzazione sociale dei luoghi.

Il simbolo del loto come metafora di resilienza e rinascita

L’opera No Mud, No Lotus trae ispirazione dalla filosofia tibetana e si concentra sul tema della resilienza. Il fiore di loto, elemento centrale della composizione, affonda le proprie radici nel fango per poi fiorire al di sopra delle acque torbide: un simbolo di trasformazione e crescita che riflette il percorso della città di Faenza dopo l’alluvione.

Accanto al fiore, due mani stilizzate rappresentano la forza, la speranza e il sostegno reciproco, evocando la dimensione collettiva della rinascita.
L’insieme degli elementi iconografici, resi con un linguaggio figurativo accessibile e intenso, invita lo spettatore a riflettere sul rapporto tra difficoltà e rigenerazione, tra esperienza individuale e ricostruzione comunitaria.

Il luogo dell’opera

La prima “impronta” faentina del Festival è visibile lungo il muro interno all’accesso del parcheggio del centro commerciale Faenza 1, luogo duramente colpito dall’alluvione del maggio 2023.