A 14 anni sembra impossibile potersi definire scrittori, ma per i due giovani di Castel Bolognese, Alberto Gamardella e Leonardo Bertoni, non è così. A settembre hanno pubblicato il loro primo romanzo Laddove il Sole spira. Sangue e mistero nel Mar del Giappone.
Per Leonardo e Alberto, oggi studenti di prima superiore a Imola, il sogno inizia per gioco nell’agosto 2023. Le idee sono tante, talento e cooperazione non mancano. Nel 2025, grazie all’opportunità offerta loro dalla casa editrice faentina “Tempo al Libro”, le pagine dei due adolescenti dagli archivi dei pc passano a essere stampate e riposte nelle librerie.
Nella pubblicazione trovano spazio passioni e talenti dei due giovanissimi – figurano anche dei disegni realizzati da Alberto – insieme alla capacità di inventarsi e reinventarsi, in tempi in cui, forse, le possibilità di liberare immaginazione e senso creativo sono ridotte.
Il romanzo è ambientato nel Giappone dell’era feudale, durante la guerra di Imjin (1593) e racconta il disperato destino di una flotta giapponese di mille uomini circa. Arenati presso la remota isola di Ulleungdo, quello che sembrerà un perfetto scenario in cui accaparrare risorse del luogo e ripartire velocemente si trasformerà presto in un disperato campo di battaglia tra nipponici e coreani.
Il limite tra realtà e follia tenderà a diventare sempre meno definito, insieme alla capacità dei protagonisti del romanzo, Tokumo e Shiba, e i loro compagni di mantenere salda la lucidità di fronte alle violenze e alle atrocità della guerra. All’interno di un contesto macabro e psicologico, i due autori non mancano di centralizzare il valore nobile dello spirito combattente del samurai seicentesco.

Intervista a Leonardo Bertoni e Alberto Gamardella

Leonardo e Alberto, da dove arriva l’ispirazione per il vostro primo romanzo?

In prima media entrambi abbiamo iniziato a sentire in noi una forte voglia di scrivere. Ci siamo appassionati alla scrittura e con questa è nato anche un forte interesse per la storia, soprattutto per quella orientale. Ci è sempre piaciuto il mondo giapponese, conosciuto anche tramite manga e anime. Per entrambi il web è stato poi il mezzo con cui siamo riusciti ad approfondire la conoscenza di una cultura diversa dalla nostra.

Quando avete iniziato a lavorarci?

Tutto è iniziato nell’agosto 2023 quando, un po’ per gioco, abbiamo iniziato a ideare la trama di un racconto che ci sarebbe piaciuto pubblicare. Abbiamo delineato una prima trama, molto diversa da quella che si è rivelata essere la definitiva. Il lavoro è stato portato avanti durante la seconda media e terminato nell’aprile del 2024. Le modifiche e le revisioni apportate al risultato che avevamo ottenuto fino a quel momento si sono poi protratte fino a febbraio del 2025, periodo durante il quale il nostro lavoro veniva visionato anche dall’occhio dell’editore. Al lavoro di scrittura ho pensato maggiormente io, mentre Alberto realizzava i disegni da inserire all’interno del libro, non mancando però mai di rimanere aggiornato su quanto stavo scrivendo.

Quale parte del lavoro è risultata più complessa e faticosa?

Il lavoro di revisione. Abbiamo cambiato stile di scrittura più volte e con questo si è trasformato anche il genere del romanzo. Se prima avevamo di fronte un romanzo molto incentrato sul tema del fantasy e del mitologico, con le successive modifiche, abbiamo cercato di centralizzare di più la trama sulla psicologia dei personaggi. Rileggere il libro più volte, eliminare parti irrilevanti, aggiungerne di nuove e sostituirne altre è sicuramente stato un lavoro che ha richiesto molto impegno e dedizione, ma che in parte ha portato anche molta fatica.

Aver già assistito, a soli 14 anni, alla pubblicazione di un vostro primo lavoro, come vi fa sentire?

C’è tanta soddisfazione e orgoglio. Non abbiamo mai smesso di credere che saremmo riusciti a realizzare il nostro progetto, ma vedere ad oggi il nostro primo libro stampato è una grandissima emozione. Speriamo di essere d’esempio per tanti giovani come noi. È stata un’opportunità per crescere: abbiamo imparato a prenderci sul serio, a considerare il valore delle responsabilità e a gestire anche l’ansia da prestazione che è scaturita nel veder concretizzarsi il progetto che avevamo in serbo.

Che rapporto avete con la scuola? Credete che la scuola offra mezzi con cui coltivare i propri interessi?

Entrambi abbiamo un bel rapporto con la scuola e fatto incontri fortunati a livello di insegnati. Le nostre esperienze scolastiche sono state trampolino di lancio per approfondire i nostri interessi. Forse a oggi il sistema scolastico è un po’ troppo macchinoso e non sempre consente di dedicare il giusto tempo ad approfondire determinate tematiche. Dall’altro canto subentra la scelta personale: sta a noi cogliere gli stimoli giusti che la scuola, coi suoi strumenti, ci offre e decidere poi se e in che modo coltivarli e farli fruttare.

Che progetti avete per il futuro?

Abbiamo appena iniziato un nuovo percorso scolastico. Io mi sono iscritto al Liceo Classico, mentre Alberto frequenta lo Scientifico. Per il momento abbiamo intenzione di dedicarci con impegno ai nostri studi, non mancando però di continuare a coltivare i nostri hobby e le nostre passioni. Al momento io sto già lavorando a un nuovo progetto di scrittura, mi piacerebbe continuare a realizzare libri anche in un futuro più lontano, ma, come Alberto, ho intenzione di dare tempo al tempo, evitando di finire per bruciare le tappe.


Lisa Berardi