“Faenza è una città che si sta impoverendo, che ha perso la cura di sé”. Con queste parole Laura Ferrari e Cesare Reggiani, promotori del Gruppo Blu – Il sogno di una Faenza migliore, hanno aperto l’incontro con la stampa e con i cittadini dedicato alla petizione da loro lanciata su change.org il 10 luglio e chiusa il 20 settembre, raccogliendo 820 firme.
Il documento è stato poi presentato ufficialmente al sindaco tramite PEC il 1° ottobre.

«Faenza è ferma agli anni Sessanta»

L’iniziativa, nata da un gruppo spontaneo di cittadini, vuole accendere un dibattito sulla qualità urbana e sulla vivibilità del centro storico faentino. A moderare l’incontro è stato Renzo Bertaccini, libraio e organizzatore del confronto.

Laura Ferrari ha spiegato le motivazioni alla base della petizione: «Il centro è in condizioni di degrado. Le strade sono disastrate, la manutenzione è scarsa, la città sembra abbandonata a sé stessa. Ci fa male perché amiamo Faenza».

Ferrari ha sottolineato anche l’eccessiva presenza di automobili: «Delle diciassette piazze cittadine, circa l’80% è destinato a parcheggi. Muoversi a piedi o in bicicletta è diventato difficile. La città è ferma agli anni Sessanta e servono interventi urgenti di ingegneria urbana».

Cesare Reggiani, residente nel centro storico dagli anni Ottanta, ha aggiunto: «Non riconosco più la mia città. Camminare è diventato infernale, e penso con preoccupazione a chi si muove in carrozzina».
Reggiani ha poi richiamato l’attenzione anche sull’uso dei luoghi culturali: «Faenza ha spazi importanti come la Pinacoteca, la Biblioteca e il MIC, ma non è chiaro come vengano realmente valorizzati».

La voce di cittadini e commercianti

Tra gli interventi raccolti durante il dibattito, quello della signora Gabriella, titolare del negozio Biba Boutique: «Il degrado è sotto gli occhi di tutti. Io cammino con il bastone e spesso non vedo nemmeno il marciapiede. Il centro dovrebbe brillare, invece è trascurato».
Concetto condiviso anche dal ristoratore Davide Fiorentini, che ha ribadito la necessità di rendere la città più accogliente e curata.

Laura Esposito, ricercatrice e CEO, ha proposto di «ripensare la mobilità con parcheggi ben collegati al centro e una pianificazione affidata a professionisti con una visione». Secondo lei, «le risorse si trovano, se il progetto è valido».

L’architetto Luigi Cicognani ha invece evidenziato un nodo economico: «I parcheggi multipiano non si realizzano perché non sono convenienti, ma un’amministrazione dovrebbe guardare oltre la convenienza e investire per il bene collettivo».

Anche l’avvocata Mara Ossani ha sottolineato il problema della mancanza di una visione strutturale: «Faenza avrebbe bisogno del coraggio di un progetto vero. Il mercato, ad esempio, non è più quello di una volta: andrebbe ripensato come parte di una strategia complessiva per il rilancio del centro».

«Restituire le piazze ai cittadini»

Ferrari e Reggiani hanno insistito sulla necessità di restituire le piazze alla vita sociale, liberandole dalle auto e ripensandole come luoghi di incontro, con alberi, panchine e spazi verdi.
«Anche il mercato – ha proposto Ferrari – potrebbe essere distribuito in più aree, per ridare respiro e vitalità al cuore della città».

6 Cesare e Laura
Laura Ferrari e Cesare Reggiani

Cultura, identità e futuro

Nel suo intervento, Renzo Bertaccini ha ricordato le scelte urbanistiche che hanno segnato la storia recente di Faenza: «Nel 1977 il centro fu chiuso alle auto, un passo importante. Oggi però vediamo progetti senza coerenza, come le strisce gialle in Corso Garibaldi che sbiadiscono subito o la proposta della ruota panoramica in piazza della Libertà».
Per Bertaccini, il problema principale è l’assenza di una vera politica culturale: «Abbiamo tanti eventi ma manca progettazione a lungo termine. Faenza è conosciuta nel mondo per la ceramica, ma anche per la pittura, la musica e la letteratura. Se vogliamo puntare sul turismo, servono scelte concrete: orari dei musei adeguati, ristoranti aperti, botteghe artigiane visitabili».

«Non una lista elettorale, ma uno spazio civico di confronto e proposta»

In chiusura, Laura Ferrari e Cesare Reggiani hanno ribadito che il Gruppo Blu non intende trasformarsi in una formazione politica, ma continuare come spazio civico di confronto e proposta.
«Abbiamo incontrato il sindaco Isola il 25 settembre, ma non abbiamo ricevuto risposte chiare. Molti cittadini ci chiedono di proseguire – hanno dichiarato – e non vogliamo fermarci. Le 820 firme raccolte sono solo un punto di partenza. Il nostro obiettivo è sensibilizzare l’amministrazione e promuovere un vero cambiamento: una Faenza più curata, attraente, vivibile e moderna».