Ogni anno, nella penultima domenica di ottobre, la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale, appuntamento che unisce in preghiera e solidarietà le comunità cristiane di tutti i continenti. Fu istituita nel 1926 e da allora questa Giornata rappresenta il momento più significativo del Mese Missionario, tradizionalmente dedicato a risvegliare nelle comunità la coscienza dell’universalità della fede.
In questo giorno, ogni battezzato è invitato ad aprire il cuore alle necessità spirituali e materiali della missione.
La comunione tra le Chiese
La preghiera, l’animazione e soprattutto la colletta mondiale sono espressione concreta della comunione tra le Chiese, che si fa sostegno alle giovani comunità cristiane nei territori di missione. Le offerte raccolte servono a finanziare progetti in tutto il mondo: la formazione di catechisti, seminaristi e religiosi locali, la costruzione di strutture pastorali, il sostegno all’infanzia, alla sanità e alla comunicazione cattolica locale. Sono le Pontificie Opere Missionarie, a nome del Santo Padre, a garantire che queste risorse vengano equamente distribuite tra tutte le Chiese di missione, secondo criteri di giustizia e reale necessità, affinché nessuna comunità sia dimenticata e ogni Chiesa possa camminare verso una piena maturità. Come stabilito dalla Cei, la Giornata Missionaria Mondiale e l’intero mese di ottobre rappresentano un tempo forte e prioritario per la cooperazione missionaria, non sono solo eventi da celebrare, ma occasioni preziose per rinnovare la consapevolezza che la missione è il cuore della fede. Partecipare alla veglia e ai vari momenti significa condividere responsabilità, alimentare la comunione tra le Chiese e testimoniare che nessuno è così povero da non poter donare, né così ricco da non aver bisogno di ricevere. È un gesto semplice, ma carico di significato: è la Chiesa che, unita, si fa dono per tutti, per il mondo. Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2025 così scriveva: «Davanti all’urgenza della missione oggi, i discepoli di Cristo sono chiamati per primi a formarsi per diventare “artigiani” di speranza e restauratori di un’umanità spesso distratta e infelice. (…) Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti, perché in Cristo “crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole”. Rinnoviamo perciò la missione della speranza a partire dalla preghiera, soprattutto quella fatta con la Parola di Dio e particolarmente con i Salmi, che sono una grande sinfonia il cui compositore è lo Spirito Santo». Quest’anno, nella nostra Diocesi, la Veglia Missionaria avrà come titolo Artigiani di Speranza e si terrà venerdì 17 ottobre alle 20.30 con partenza dalla chiesa della Commenda, dove avremo modo di ascoltare il ceramista Davide Servadei sul valore di essere artigiani. Ci sposteremo poi fino alla chiesa di Santa Maria Maddalena dove oltre alla preghiera avremo la possibilità di ascoltare esperienze missionarie di vari giovani.
Antonella Romboli














