Il Festival dello Sport targato Gazzetta, appena conclusosi a Trento, è una eccellente palestra di racconto e di “approfondimento” dello sport. Per questo incontra il crescente gradimento dei giovani che hanno la possibilità di vedere il proprio campione prediletto ma anche scrutarne il linguaggio del corpo.

Presenti al Festival gli studenti dell’I.T.I.P. Bucci di Faenza

Il Festival puntano anche le istituzioni sportive: quest’anno è toccato alla Lega Volley maschile varare lì il proprio calendario. USSI fa parte di un progetto, il cui capofila è l’APS Cinquantapermille, che mira a far proclamare dalle Nazioni Unite la Giornata Mondiale dello Sport per i Giovani su Educazione e Crescita. L’iniziativa rientra fra le attività che puntano alla realizzazione dell’Obiettivo 4 dell’Agenda ONU 2030, anche detto 4° SDG (Sustainable Development Goal): “Educazione di Qualità per tutti”.

Per questo motivo la APS ha richiesto, ed ottenuto, il patrocinio della Cattedra Unesco UNIFE su Educazione, Crescita ed Uguaglianza. A sostegno della Giornata Mondiale, all’edizione 2025 del Festival hanno preso parte studenti di altre province, per il terzo anno: il giorno prescelto è stato venerdì 10 ottobre. I ragazzi provenivano dal Liceo Scientifico Sportivo “Toniolo”, di Bolzano, tramite USSA – Unione Società Sportive Altoatesine, – Bolzano, e dall’I.T.I.P. “Bucci” di Faenza, tecnico e professionale, tramite il CSI, e hanno assistito alle chiacchierate di Federica Pellegrini e Matteo Giunta (una coppia, oltre che atleta e allenatore), e del pilota Antonio Giovinazzi, già in Formula 1, ora nel team Ferrari Endurance.

Le testimonianze di Federica Pellegrini e Matteo Giunta

“Non avrei mai fatto ciò che ho fatto senza la mia famiglia”, ha detto Pellegrini. “Ho attraversato momenti difficili soprattutto in adolescenza. Nel 2004 ho lasciato casa e sono andata a Milano, lontano dalla famiglia. Avevo una grandissima passione per il nuoto e questo mi ha fatto superare anche la bulimia. Ho sempre avuto, in tutta la carriera, la paura di fallire. Per questo è importante un supporto psicologico che trasformi in chiave positiva la paura del fallimento. L’allenamento psicologico è forse più difficile di quello fisico”.

“Negli ultimi anni – ha detto Matteo Giunta – è sempre più importante la figura dello psicologo sportivo per anticipare i problemi”. E quali consigli danno ai ragazzi due sportivi di grande successo? “Ai giovani – ha risposto Matteo – dico di capire l’importanza delle piccole cose, valorizzare i rapporti umani, le amicizie, gli amori e la famiglia.”

“Nei ragazzini – ha detto invece Federica – vedo ansie e timori che nella mia generazione nemmeno conoscevamo. I giovani sono sotto una pressione costante. All’Academy non consentiamo l’uso degli smartphone; credo che i social siano l’errore più grande che abbiamo fatto negli ultimi tempi”. La recensione dello speech a carattere natatorio tocca a Micol, Liceo Toniolo.

“Non si può spiegare l’emozione che si prova nel vedere per la prima volta il proprio idolo. Io, soprattutto come atleta, mi sono sempre chiesta quanta fatica abbia fatto per arrivare lì. Ha avuto il coraggio di esporsi al Festival dello Sport di Trento, raccontando le proprie fragilità e i momenti più bui. Ha parlato del disagio del ciclo mestruale, difficile da gestire per chi nuota in costume, e degli attacchi d’ansia su cui ha lavorato per mesi. Non è solo il corpo che lavora: è la mente che ci fa andare avanti. È fondamentale comprendere quanto sia delicato il lato mentale di un atleta, soprattutto in età adolescenziale”.

Le parole del pilota Antonio Giovinazzi

Antonio Giovinazzi, motori: “Nel 2021 ero in F1 e sapevo che la fine della stagione sarebbe stata anche la fine di un capitolo. Ma sapevo pure che Ferrari sarebbe tornata in endurance. Alla presentazione delle due squadre ufficiali, trovare tra i nomi dei protagonisti anche il mio, mi ha dato la certezza che un nuovo capitolo era al via.”

Sarà proprio il trio Giovinazzi-Calado-Guidi a riportare in alto la Ferrari, dopo 58 anni, con una straordinaria vittoria nella 24 Ore di Le Mans.

Un aneddoto? “Il primo anno, a Spa, era la mia seconda gara. Io venivo dalla Formula 1 e quindi non ero abituato al cambio pilota. Ed ero così tanto concentrato che quando mi hanno chiamato dal box e sono rientrato non ero preparato al rientro ai box. Ho dovuto allungare di un giro. Inaspettatamente il primo anno è arrivata una vittoria per il nostro team, pensare che eravamo lì a Le Mans con la speranza di finire la gara. Anche se dentro di noi – siamo la Ferrari – volevamo vincerla. Ci sembrava però impensabile. E invece, anche se con il fiato sospeso fino all’ultimo – quando lo spegnimento della vettura ci aveva obbligati al reset – ce l’abbiamo fatta.”

Insomma, anche se non puoi pensarlo, puoi farlo. Verrebbe da dire.

Gli studenti che hanno incontrato Giovinazzi

Tommaso, anche lui bolzanino, racconta la sua partecipazione al festival e l’incontro con il pilota.

“Chi viene al festival dello sport?”. Aderisco. Si salta una mattinata di scuola, non ho nessun dubbio! Sincero? Voglia di ascoltare pari a zero, e la giornata scorre un po’ monotona, a dir la verità. La svolta arriva nella seconda parte, entriamo in un grande salone, mi aspetto di sedermi comodo, ma rimango deluso. Tutte le sedie sono occupate. Non restano che i posti per terra. Piastrelle dure e scomode, impossibile dormicchiare, e quindi mi ritrovo costretto ad ascoltare Antonio Giovinazzi e la sua storia. Quella di un ragazzo semplice, come me, che parte da una passione e non la molla, costi quello che costi.

Non è un alieno, è uno come tutti, con un cuore immenso. Uno come tanti, come me. Dunque, posso farlo anch’io! Domani entrerò in acqua, sono un nuotatore, con una consapevolezza più matura: sguardo fisso alla meta, bracciata dopo bracciata”.

Riccardo: “Oggi sono stato al Festival dello Sport di Trento è stata un esperienza bella, si respirava una vera passione per lo sport. Il momento che mi è piaciuto di più è stato l’incontro con Antonio Giovinazzi: le sue parole mi hanno suscitato ammirazione e rispetto per la dedizione al suo obbiettivo”.

Kristjan: “La giornata di oggi è stata molto divertente perché ho incontrato personaggi famosi che vedo e sento ogni giorno. Sentire le loro storie è stato molto interessante, perché molti di loro sono partiti da zero e ora rappresentano un’ispirazione per tanti ragazzi”.

Ilyass: “Il Festival dello Sport a Trento è stata un’esperienza davvero interessante. Ho avuto la possibilità di ascoltare grandi campioni, conoscere meglio il mondo dello sport e vivere da vicino delle emozioni forti. È un evento ben organizzato e coinvolgente, che consiglio a tutti, anche a chi non è appassionato di sport”.

Davide: “Sono venuto a questo evento insieme alla mia classe. Siamo stati in grado di assistere a diversi incontri, captando informazioni diverse ed interessanti a modo loro. Credo che in generale sia stata un grande iniziativa e ringrazio il CSI per averci offerto questa uscita gratuita”.

Parole di complimenti sincere e sentite per i “campioni” ma anche per il tipo di format che gli organizzatori hanno scelto. Per noi di USSI, “la redazione sportiva più grande d’Italia”, come recitava il programma elettorale del nostro presidente Coppola, la soddisfazione di avere dato una voce analitica, appassionata e consapevole a degli under. Gli over, credeteci, ne hanno già abbastanza.

Alberto Bortolotti