Il 2 ottobre, Festa dei Nonni, non è solo un giorno di festa, ma un’occasione per riflettere sul futuro della società: i nonni continuano a prendersi cura delle famiglie, ma chi si occuperà di loro quando avranno bisogno?
Gli anziani aumentano anche in Romagna
La popolazione over 80 è in crescita costante nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, mentre a Ravenna resta sostanzialmente stabile. Tra il 2019 e il 2024 gli ultraottantenni sono passati da 32.205 a 33.325 a Forlì-Cesena, da 25.060 a 26.927 a Rimini, mentre Ravenna si mantiene attorno ai 35 mila. Oggi in Romagna vivono oltre 95 mila persone con più di ottant’anni e la tendenza è destinata a proseguire.
Questi dati non rappresentano solo numeri, ma segnali di una trasformazione sociale che richiede maggiore attenzione, più servizi e sostegno concreto alle famiglie.
Le badanti diminuiscono costantemente
Parallelamente cresce la difficoltà di reperire figure di assistenza. Dal 2019 al 2024 il numero delle badanti è sceso da 5.977 a 5.156 a Ravenna, da 5.598 a 4.959 a Forlì-Cesena e da 5.232 a 4.916 a Rimini. Un calo significativo che pesa direttamente sulla capacità delle famiglie di garantire un’assistenza adeguata agli anziani.
Il rapporto tra anziani e assistenti familiari mostra un peggioramento diffuso: a Ravenna è passato da 5,9 a 6,8, a Forlì-Cesena da 5,8 a 6,7, a Rimini da 4,8 a 5,5. In altre parole, il divario tra domanda e offerta di assistenza si allarga, aumentando il rischio di isolamento e fragilità degli anziani.
L’allarme della Cisl Romagna
«L’invecchiamento della popolazione romagnola non è più un fenomeno statistico, ma una realtà concreta che rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale – afferma Maria Antonietta Aloisi, segretaria generale Pensionati Cisl Romagna. –
Gli anziani aumentano, mentre le figure di assistenza diminuiscono. Se non interveniamo subito, molte famiglie si troveranno sole davanti a un compito gravoso e spesso insostenibile».
Il segretario generale Francesco Marinelli aggiunge: «Non possiamo permettere che una generazione venga lasciata senza tutele. Servono politiche concrete per sostenere le famiglie e potenziare i servizi di cura. Accanto alle assistenti familiari, è fondamentale supportare chi si prende cura dei propri cari anziani, alleggerendo il peso sulle famiglie e sul sistema sanitario già sotto pressione. Agevolazioni fiscali, contributi economici e servizi di supporto mirati sono strumenti indispensabili per affrontare le sfide quotidiane dell’assistenza domiciliare».
Valore, cura, responsabilità
Il sindacato ricorda anche la necessità di valorizzare colf e badanti: «Queste figure sono essenziali per garantire benessere e sicurezza agli anziani. Riconoscerne il ruolo significa assicurare continuità e qualità nell’assistenza, ma anche sostenere concretamente le famiglie».
Secondo le stime, entro il 2030 la popolazione over 80 in Romagna potrebbe superare i 100 mila residenti, mentre le badanti potrebbero scendere sotto le 14 mila. Il rapporto medio raggiungerebbe così quasi otto anziani per ogni assistente.
«Siamo di fronte a una prospettiva che rischia di diventare drammatica – conclude Marinelli –. I nonni si prendono cura dei nipoti, ma chi si prenderà cura dei nonni?»
La ricorrenza del 2 ottobre non può limitarsi a un momento simbolico. È il tempo per riflettere su come sostenere chi ha sempre sostenuto gli altri. Famiglie, istituzioni e sindacati devono collaborare per garantire servizi adeguati, politiche di supporto e una rete di cura capace di rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia.














