Lo scorso giovedì 16 ottobre la storica osteria di via Cavour 14/A ha visto una nuova apertura. Dopo un susseguirsi di gestioni e proposte ristorative diverse, è con Stefano Borghi, 58 anni, che si punta a centralizzare il tipico carattere di taverna dello storico locale faentino. Molto ampia la storia lavorativa di Borghi. Diplomato all’istituto professionale dell’Alberghiero, ha lavorato come cuoco e cameriere negli anni 80. A metà degli anni 90 iniziano le prime esperienze come pizzaiolo, presto accantonate quando nel ’98 decide di dedicarsi alla vendita all’ingrosso di dolciumi, carriera che proseguirà per quasi 20 anni. Dopo anni lontano dalla ristorazione apre poi due pizzerie a Brisighella recentemente chiuse.
Intervista a Stefano Borghi
Stefano, da dove arriva la motivazione per rimettersi in gioco nella ristorazione?
Ho due figli, uno di 25 e uno di 28 anni, che spesso mi parlano del disagio che il giovane d’oggi si trova ad affrontare nel permettersi una serata fuori con gli amici. Tanti locali hanno prezzi alle stelle e oramai anche un piatto semplice come la pizza determina una spesa non sempre indifferente. La motivazione nasce quindi dalla voglia di creare un’attività accessibile alle tasche di tutti. Come dicevo, essendo padre, il mio pensiero va ai giovani, nella speranza di offrire loro uno spazio in cui stare in compagnia, passarsi una serata e mangiare bene senza spendere un salasso. Altrettanta voglia deriva dalla passione che ho per questo mestiere e al fascino che per me ha lo storico locale di via Cavour.
Cosa offrirà il tuo locale?
I prodotti saranno semplici ma selezionati. Il menù prevede pizza in teglia con gusti tradizionali, ma anche più particolari, per esempio porterò la tanto discussa pizza “Hawaii” farcita con ananas. I prodotti offerti sono piuttosto ricercati e arriveranno dal sud Italia tutte le settimane, tra questi la cipolla di Tropea e il tonno rosso di Marzamemi. Non mancheranno gusti di pizza settimanali, scelti sulla base della disponibilità di prodotti di stagione. Nel nostro menù saranno inclusi taglieri di formaggi e affettati scelti, provenienti da caseifici e salumerie napoletane.
In che modo hai specializzato la tua formazione?
Questi anni sono stati anni di ricerca. Ho viaggiato molto per l’Italia per investire sulla mia formazione e trovare i miglior prodotti da portare sulle mie pizze. Nell’ultimo periodo, ho frequentato un corso a Roma presso l’Istituto Nazionale dei Pizzaioli, durante il quale ho approfondito tematiche relative alle tipologie di impasto, preparazioni e cotture. Nell’anno mi sono poi recato a Taranto dove ho seguito un corso di formazione dedicato alle sole modalità di cottura della pizza.
Hai già qualche progetto in serbo per i prossimi mesi?
Al momento no. L’obiettivo è assistere alla risposta del pubblico nei confronti della mia apertura e individuare quello che sarà il target del locale. Sarà necessario capire cosa cercano i clienti, se un ambiente per famiglie, piuttosto che per giovani e declinare di conseguenza l’offerta nella maniera più corretta.
Lisa Berardi














