Un incontro per comprendere il presente e interrogarsi sul futuro del giornalismo libero: è questo l’obiettivo dell’appuntamento promosso dal gruppo Faenza per la Palestina, in programma sabato 25 ottobre alle 20.30 al DLF di Faenza, in via Santa Maria dell’Angelo 24.
Un dialogo su Gaza e sulla libertà di informazione
Il titolo dell’iniziativa, “Cosa resta di Gaza e del giornalismo libero?”, richiama la necessità di riflettere sul diritto di raccontare e di dare voce a chi vive i conflitti. L’incontro offrirà uno spazio di approfondimento sul tema della libertà di informazione e sulle difficoltà di documentare la realtà in aree di guerra.
Secondo i dati forniti da organizzazioni internazionali, dall’inizio dell’offensiva del 7 ottobre 2023 sono stati uccisi oltre 230 giornalisti e operatori dei media nella Striscia di Gaza. Tra loro, Saleh Al Jafarawi, ventottenne, morto a Gaza City il 12 ottobre 2025, pochi giorni dopo la proclamazione del cessate il fuoco, e Anas al-Sharif, corrispondente di Al Jazeera, rimasto ucciso insieme a colleghi durante un bombardamento.
Nonostante la gravità della situazione, molti professionisti e testimoni, come la reporter Bisan Owda, continuano a raccontare ciò che accade, trasformando la testimonianza in un atto di resistenza civile.
Ospiti e contenuti dell’incontro
All’incontro interverranno:
- Alhassan Selmi, giornalista, in collegamento da Gaza;
- Raffaele Oriani, giornalista freelance;
- Marcella Brancaforte, illustratrice, in collegamento.
Gli ospiti sono autori del volume Hassan e il genocidio (Edizioni People), un’opera che intreccia disegno e testimonianza diretta, offrendo un racconto umano e visivo delle vicende palestinesi.
Il confronto, che si terrà a ingresso libero, intende mantenere viva l’attenzione sulla Palestina e sul valore universale del diritto alla verità, alla giustizia e alla parola libera.
Riflessioni sulla libertà di stampa anche in Italia
L’incontro sarà anche un’occasione per riflettere sulla condizione del giornalismo in Italia, dove la libertà di stampa mostra segnali di fragilità. L’episodio che ha coinvolto il giornalista Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato, è stato ricordato come un segno preoccupante di un clima in cui il confronto tra informazione e potere si fa sempre più difficile.
Domandarsi oggi “Cosa resta del giornalismo libero?”, spiegano gli organizzatori, è più urgente che mai.














