Un controllo avviato dalla Guardia di Finanza per verificare la corretta destinazione dei fondi Pnrr ha portato al blocco dell’erogazione di 500.000 euro e al sequestro di un’area interessata da illeciti ambientali.
I controlli sui fondi Pnrr
I militari della Compagnia di Faenza hanno riscontrato irregolarità nella richiesta di circa 500.000 euro di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, avanzata dal titolare di un’impresa attiva nel settore della florovivaistica.
La segnalazione è stata trasmessa al Gestore dei Servizi Energetici (Gse), che ha avviato le procedure per la revoca del contributo, prevenendo così l’erogazione della somma.
La scoperta dei rifiuti pericolosi
Durante le ispezioni nell’area individuata per l’impianto solare, sono stati rinvenuti materiali potenzialmente pericolosi. È stato quindi richiesto l’intervento dell’Arpae – Area Prevenzione Ambientale Est di Ravenna, che, dopo i campionamenti, ha confermato la presenza diffusa di rifiuti pericolosi.
A supporto delle indagini è intervenuto anche il Reparto aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini, che attraverso rilievi fotografici e riprese aeree ha fornito ulteriori elementi investigativi.
L’area, pari a circa 8.000 metri quadrati, è stata sottoposta a sequestro. Secondo le prime stime, si tratta di circa 90 tonnellate di rifiuti, di cui 70 classificati come pericolosi. Lo smaltimento dovrà essere effettuato a carico degli indagati.





















