Per migliorare la qualità del depuratore Formellino a Faenza, Hera investe 25 milioni di euro. I problemi segnalati nell’ultimo periodo hanno visto l’intervento immediato degli operai della società. Gli investimenti previsti renderanno la struttura più efficace.
Un processo biologico appesantisce lo smaltimento
Il depuratore Formellino sul fiume Lamone, in provincia di Ravenna, già ricostruito post-alluvione, sarà reso più resiliente con oltre 25 milioni di euro di investimenti. Lo annuncia Hera dopo le segnalazioni sulla qualità dell’acqua, chiarendo che la difficoltà verificatesi nei giorni scorsi al depuratore è stata causata da un problema biologico acuito dai carichi industriali e dalla mancanza di precipitazioni.
Problemi causati dalla mancanza di aerazione dell’impianto
Dunque, precisa la multiutility, la situazione è stata causata da una difficoltà operativa nel processo biologico dell’impianto. In particolare una perdita di efficacia nell’aerazione di una linea di trattamento. Problema aggravato da fattori concomitanti: carichi organici molto elevati in arrivo per i picchi industriali stagionali da parte di cantine e distillerie, e portata ridotta del fiume dovuta alla siccità. Così, nonostante il personale sia intervenuto “immediatamente” per risolvere il problema, il ripristino di un processo biologico complesso richiede tempi tecnici inevitabili.
L’impianto, cruciale per Faenza, ricorda Hera, è stato ricostruito con un investimento di 1,5 milioni di euro dopo l’alluvione del 2023 e ha sempre operato regolarmente fino a questo episodio. Il monitoraggio dello scarico da parte della multiutility e di Arpae nei primi otto mesi dell’anno registra infatti una media “conforme” per tutti i parametri controllati e nessuna non conformità.
25 milioni di euro per un sistema robusto e resiliente
Per garantire un sistema “più robusto e resiliente” l’azienda ha stanziato oltre 25 milioni di euro per i prossimi anni e in parallelo continuano gli studi sulla rete fognaria per individuare e intervenire sulle fonti di inquinanti eccessivi e per mappare e ridurre le emissioni odorigene in città. L’obiettivo è migliorare il servizio in modo strutturale, tutelando l’ambiente e la comunità di Faenza.














