Un ampio pubblico ha preso parte alla mattinata di lavori del convegno “Custodire. Beni comuni – Valori condivisi”, svoltosi venerdì 24 ottobre nel Salone dell’Arengo di Palazzo del Podestà a Faenza. L’iniziativa, promossa dal Comune di Faenza con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e di importanti realtà istituzionali e professionali, ha messo al centro il tema della gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico come risorsa strategica per le comunità.
Beni pubblici e interesse generale: confronto tra esperti e istituzioni
La sessione plenaria, introdotta e coordinata da Denise Camorani, assessora al Bilancio e Patrimonio del Comune di Faenza, ha approfondito il tema «Beni pubblici e interesse generale: regole, limiti e opportunità».
Tra i presenti anche la sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna Manuela Rontini, insieme a numerosi rappresentanti del mondo accademico, giuridico e professionale.
Sono intervenuti Alessandro Lolli, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Bologna, e Paolo Venturi, direttore di Aiccon Research Center, che hanno illustrato il quadro normativo e le opportunità legate ai beni pubblici in chiave di sussidiarietà e coesione sociale.
A seguire, Ilaria Pais Greco, magistrato della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna, ha analizzato l’uso del bene pubblico tra opportunità legittime e rischi contabili, mentre Marco Castellani, presidente Ancrel e componente della Commissione Arconet, ha approfondito i temi della coprogettazione e del controllo dei Revisori degli enti locali.
La mattinata si è conclusa con l’intervento di Gianluca Cantisani, presidente del Movimento di Volontariato Italiano (MoVi), che ha presentato esperienze di amministrazione condivisa dei beni comuni tra istituzioni e cittadini.
Un laboratorio di idee per custodire e valorizzare i beni di tutti
La partecipazione numerosa e qualificata ha confermato l’interesse verso un convegno pensato per offrire strumenti concreti di tutela e valorizzazione del patrimonio comune, favorendo il dialogo tra competenze, enti pubblici e realtà del territorio.
Nel pomeriggio la tavola rotonda “I beni comuni come strategia di sviluppo”
I lavori sono ripresi alle 14 con la tavola rotonda dal titolo «I beni comuni come strategia di sviluppo», dedicata in particolare a «Il patrimonio pubblico al centro della città, del terzo settore e dello sport».
Il dibattito, moderato da Cristina Randi, dirigente dell’Area Finanziaria dell’Unione della Romagna Faentina, ha visto la partecipazione di Daniela Freddi, responsabile del Piano per l’Economia Sociale della Città Metropolitana di Bologna; Egidio Longoni, vicesindaco del Comune di Monza, che ha presentato l’esperienza del proprio territorio; e Marcello Capucci, responsabile dell’Area “Territorio, Città, Paesaggio” della Regione Emilia-Romagna, che ha invece affrontato il tema della dimensione collettiva nella rigenerazione urbana.
Le conclusioni affidate agli assessori del Comune di Faenza Denise Camorani e Davide Agresti.
Una visione condivisa per città più accessibili e solidali
Il convegno si inserisce nel percorso di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore, volto a promuovere una visione del patrimonio pubblico come motore di rigenerazione urbana e innovazione civica, orientata a costruire città più inclusive, accessibili e solidali.




















