Si scaldano i motori in vista delle elezioni comunali del 2026 e a Faenza, nel campo del centrodestra, c’è fermento. Tra chi si è già lanciato in una partenza anticipata, chi torna a sorpresa in pista dopo un lungo pit-stop e chi invoca un metodo nuovo per trovare la sintesi, il centrodestra sta cercando la rotta giusta per sfidare il governo cittadino guidato dal centrosinistra, che pare intenzionato a confermare Massimo Isola.

Padovani rompe gli indugi

Gabriele Padovani

Il primo a muoversi è stato Gabriele Padovani, leader di Area Liberale, che già nel 2015 sfiorò il colpaccio con la Lega. Lo scorso settembre ha ufficializzato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco. “Non ho mai temuto le decisioni difficili – ha scritto – e posso affermare di non aver mai scelto la via più comoda della politica, quella di chi si mette al servizio di altri”. Padovani, che dieci anni fa arrivò al ballottaggio perdendo per meno di 900 voti contro Giovanni Malpezzi, dopo l’abbandono del Carroccio, è tornato a proporsi come riferimento dell’area moderata e civica del centrodestra. “Area Liberale presenterà la sua lista – ha ribadito –. Lo faremo con il centrodestra se ci sarà volontà e vivacità, ma non intendiamo restare fermi in attesa di segnali che non arrivano. Serve una personalità competente e riconoscibile, che costruisca un programma con contenuti e non solo promesse”. Negli ultimi anni il movimento fondato da Padovani si è consolidato anche in Bassa Romagna, divenendo interlocutore credibile nel campo moderato. Ma il suo tono, talvolta diretto, non sempre trova consenso nei partiti tradizionali, che intanto provano a organizzarsi.

Il tavolo dei partiti, “entro dicembre avremo un candidato unitario”

conti lega

Dopo settimane di silenzio, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno tenuto un primo incontro per definire un percorso comune. Dalla riunione, a cui hanno preso parte Roberta Conti (Lega), Andrea Monti (FdI), Alberto Ferrero (coordinatore provinciale FdI) e Fabrizio Dore (Forza Italia), è emersa la volontà di presentarsi uniti e di costruire “un progetto politico chiaro e condiviso, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini”. Nel documento congiunto i tre partiti hanno indicato i temi prioritari: sicurezza, sviluppo economico, sostegno alle famiglie, valorizzazione del territorio e ricostruzione post alluvione. Sulle caratteristiche del candidato sindaco, l’identikit è preciso: “una figura imprenditoriale o professionale, fortemente radicata nel tessuto faentino”. Parole che, tuttavia, non sciolgono i dubbi sul nome e sulla possibilità che il centrodestra trovi davvero una sintesi prima della fine dell’anno, come auspicato dalla stessa Conti: “Entro dicembre il candidato unitario dobbiamo averlo”.

Il ritorno di Bertozzi

A sparigliare le carte ci ha pensato Stefano Bertozzi, ex consigliere comunale e già esponente di Fratelli d’Italia, che ha annunciato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco “a capo di una coalizione civica sostenuta dai principali partiti di centrodestra”. Una mossa a sorpresa, dopo l’annuncio, mesi fa, dell’abbandono della politica attiva. “Da diversi ambienti a me vicini – ha dichiarato – è nata la volontà di costruire una squadra civica al servizio della città. Per vincere davvero contro il centrosinistra serve un progetto unitario”. Dopo le dimissioni dal consiglio comunale e la rottura con la dirigenza provinciale del partito, Bertozzi non ha mai smesso di definirsi uomo di destra: “A livello nazionale mi riconosco ancora in Fratelli d’Italia, ma a Faenza servono meno beghe e più coraggio”.

La proposta di Liverani: “Facciamo le primarie”

andrea-liverani

L’ultima novità è arrivata da Andrea Liverani, ex consigliere comunale della Lega, oggi vicino ad Area Liberale e a Gabriele Padovani, che ha lanciato una proposta inedita: primarie del centrodestra per scegliere il candidato sindaco. “Un gesto di trasparenza e democrazia – spiega – che permetterebbe ai cittadini di decidere chi dovrà rappresentare la nostra area alle comunali. Un confronto leale non dividerebbe, ma rafforzerebbe il centrodestra, dando entusiasmo e legittimazione alla coalizione”. L’idea nasce dal riconoscimento che oggi, tra i nomi di Padovani e Bertozzi, la competizione è già di fatto aperta, ma rischia di restare irrisolta senza un metodo condiviso e con le mosse estemporanee dei singoli. Per ora, la proposta non è stata accolta ufficialmente dai partiti, ma ha aperto un dibattito destinato a crescere.

Tra ambizioni e necessità di sintesi

Sullo sfondo, resta il nodo politico principale: la frammentazione del centrodestra faentino. Se da un lato il tavolo dei partiti procede a piccoli passi, dall’altro l’area civica e moderata rivendica autonomia e peso politico. Molti, anche tra gli ex alleati, ammettono che solo un progetto “vero” e non una somma di sigle potrà competere con la macchina organizzativa del centrosinistra. “Servono contenuti concreti, non slogan” ripetono da più parti. Eppure, nonostante tensioni e diffidenze, in tutti resta la consapevolezza che la partita è aperta. Padovani e Bertozzi hanno già rotto gli indugi, Liverani indica un percorso di mediazione, i partiti lavorano sottotraccia. Il 2026 si avvicina e l’aria di campagna elettorale si sente già.