Buona qualità e pezzatura soddisfacente compensano il calo della produzione. Sono questi, mentre è in corso la raccolta, i primi riscontri da parte dei castanicoltori dell’alta collina faentina, dove si concentra la produzione del frutto simbolo dell’autunno.
Quantitativi in calo ma ottima qualità del prodotto
Dopo l’exploit del 2024, la campagna castanicola 2025 è partita in anticipo, ma con quantità inferiori rispetto all’annata precedente, a causa delle condizioni meteo-climatiche. Nonostante ciò, castagne e marroni si presentano di ottima qualità: un segnale incoraggiante per i produttori e per l’economia del territorio.
«Un prodotto ottimo e un mercato che tiene»
«In tutta l’area montana – in particolare Casola Valsenio e Riolo Terme, ma anche nella zona di Brisighella – il prodotto è ottimo in qualità e con una pezzatura adeguata. Il prezzo, per ora, tiene bene mentre ci avviciniamo a metà della campagna», spiega Nicola Grementieri, castanicoltore e responsabile Coldiretti per la zona dell’alta collina faentina.
Il prodotto locale, proveniente da una zona da sempre vocata come l’alta Valle del Senio, continua a essere richiesto e apprezzato sul mercato. «Nonostante il calo produttivo – aggiunge Grementieri – dovuto sia al clima sia alle conseguenze di alluvioni e frane del biennio 2023-2024, la castanicoltura si conferma una risorsa centrale per questi territori. Invitiamo i consumatori a scegliere castagne e marroni locali, certificati per origine, e a diffidare dalle imitazioni o dalle importazioni poco trasparenti».
Il rischio del falso “made in Italy”
Sul mercato, infatti, circolano anche castagne estere, spesso provenienti da Turchia, Grecia e Portogallo, vendute come italiane. Una pratica che crea forti ripercussioni sui prezzi riconosciuti ai produttori nazionali.
Coldiretti chiede quindi maggiori controlli sull’origine del prodotto e una tracciabilità più chiara, anche per i trasformati e le farine di castagne, per i quali non esiste ancora un codice doganale specifico.
«Senza un’etichettatura di origine – spiega l’associazione – è quasi impossibile sapere quanta materia prima estera entri realmente in Italia».
Scegliere il prodotto locale: qualità e tutela del territorio
Per evitare di acquistare a caro prezzo caldarroste straniere vendute nei centri cittadini, Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla provenienza e a preferire il “fai da te” casalingo, acquistando il prodotto fresco direttamente dai produttori.
«Meglio frequentare i mercati di Campagna Amica o le sagre autunnali – suggerisce l’associazione – dove si possono trovare castagne e marroni di alta qualità al giusto prezzo». Un’alternativa è rivolgersi alle imprese agricole del territorio e partecipare alle giornate di raccolta nei boschi, riscoprendo il contatto con la natura e le tradizioni locali.
«Scegliere prodotti locali vuol dire sostenere l’economia dell’alta collina»
«Scegliere il prodotto locale – conclude Grementieri – significa tutelare la qualità, ma anche sostenere l’economia dell’alta collina, un territorio fragile e duramente colpito dagli eventi calamitosi degli ultimi anni. Fare agricoltura qui è sempre più difficile, ma anche essenziale per mantenere vivo il paesaggio e la comunità».













