Non stupisce che le missioni abbiano come protettore il gesuita san Francesco Saverio, straordinario evangelizzatore che si calcola abbia percorso oltre 60mila km in 46 anni di vita. Che come patrona lo affianchi santa Teresa di Gesù Bambino, monaca carmelitana morta a 24 anni dopo aver prillato soltanto intorno al chiostro del suo monastero, è invece una suggestione che sempre intriga e interpella. La richiamiamo perché conferma l’intuizione espressa da papa Francesco nel suo messaggio per la Gmm 2025: «La missione della speranza si rinnova a partire dalla preghiera!». Si diventa artigiani di pace e di speranza anche sostando davanti all’Eucaristia, dove le mani del Vasaio (cfr. Geremia 18) si sporcano per noi: per plasmarci, per rinnovarci, per donarci nuova forma. Adorare non è perdere tempo, ma permettere a Dio Padre di abitare il nostro tempo. È collaborare alla Sua opera, è intercedere, riparare, consentirGli di raddrizzare la storia. Di rimettere le mani nell’argilla del mondo a partire da quell’universo sterminato che siamo noi. All’Ara Crucis è ripresa l’Adorazione eucaristica quotidiana: la cappella, succursale della bottega del Vasaio e impensato centro missionario, è aperta ogni giorno dalle 16.45 alle 18.45.
Le sorelle dell’Ara Crucis














