Abitare è un lusso. A Faenza, come nel resto della Romagna, i canoni d’affitto hanno raggiunto i massimi storici, spinti da una domanda altissima e da un’offerta ridotta all’osso. Secondo Pier Paolo Baccarini, agente immobiliare faentino e vicepresidente regionale Fiap (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), la situazione è preoccupante.

Negli ultimi cinque anni gli affitti in città sono aumentati del 5%

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Pier Paolo Baccarini

«Il mercato delle locazioni a Faenza è in difficoltà. Ogni giorno ricevo richieste di persone che cercano casa, ma mi si liberano uno o due appartamenti al mese. Non faccio nemmeno in tempo a metterli in pubblicità: appena un inquilino lascia, l’appartamento è già assegnato». Una realtà che costringe gli affittuari a decisioni lampo. «Se vedi un appartamento devi prenderlo subito, perché non rimane disponibile. È un problema per chi deve dare disdetta: si rischia di pagare per un periodo due affitti. Per gli inquilini è un momento difficile». Basta aprire le pagine di qualsiasi gruppo social per vedere un moltiplicarsi richieste, nonostante i prezzi. Negli ultimi cinque anni gli affitti in città sono aumentati del 5%. «Oggi – spiega Baccarini – un monolocale costa dai 350 ai 450 euro, un bilocale dai 400 ai 600, mentre un appartamento con due camere, il più richiesto, va dai 500 agli 800 euro. Gli immobili signorili arrivano a mille. Gli appartamenti più piccoli rendono di più, con canoni fino a 12 euro al metro quadrato, mentre quelli grandi si aggirano tra i 5 e i 7 euro». Per contenere i costi, le agenzie puntano sui canoni concordati 3+2, anche se, precisa Baccarini, «le tabelle di Faenza sono ormai obsolete. Dovrebbero essere aggiornate entro fine anno». C’è poi il problema degli immobili vuoti. «Ci vorrebbero incentivi per rimetterli e renderli affittabili». Faenza non è sfiorata dal problema degli affitti brevi. «È di fatto un nuovo lavoro – aggiunge Baccarini -. Una sicurezza dal punto di vista dello sfratto, che però non incide nel panorama immobiliare».

Le compravendite: il prezzo medio a Faenza nel 2024 è stato di 1.650 euro al mq

Anche comprare non è facile. «Oggi – spiega – l’usato da ristrutturare costa dai 1.000 ai 1.500 euro al metro quadro, il nuovo fino a 3mila». Il prezzo medio degli immobili venduti a Faenza nel 2024 è stato di 1.650 euro al mq «anche perché il nuovo è quasi introvabile. L’anno scorso abbiamo registrato un aumento dei prezzi del 5-10 per cento, quest’anno siamo già a un più 3 per cento per le compravendite, con valori che risalgono a giugno». Colpa dell’alluvione? «Non come si potrebbe pensare – aggiunge – è dovuto al mercato. Tanta domanda per pochissima offerta». È indubbio che dopo l’alluvione del 2023 ci sia stato un rallentamento. «Le zone colpite hanno avuto un deprezzamento, ma oggi chi ha bisogno di casa va anche lì. Non solo in affitto: c’è anche chi compra». Verrebbe da chiedersi se è perché in quelle zone le case costano meno. «Chi ha subito perdite non vuole più stare in quell’area – precisa Baccarini – ma chi non è stato colpito cerca ovunque. C’è stato un deprezzamento iniziale a causa dei danni e il mercato è si leggermente ridotto. Le case nelle zone alluvionate costano dal 10 al 30% in meno, ma la differenza dell’immobile la fanno le rifiniture di qualità e i servizi». Inutile negare che anche il covid ha cambiato la geografia del mercato immobiliare faentino. «Dopo la pandemia terrazzi, giardini e pergolati hanno avuto un’impennata. Oggi molti lavorano in smart working e non rinunciano a uno spazio all’aperto, anche se piccolo. Dopo il covid il mercato immobiliare è cresciuto, tornando ai valori massimi del 2010». Chi pensa di risparmiare puntando sulle ristrutturazioni va incontro ad un’odissea. «I costi sono lievitati del 30-50% e la consegna, quando va bene, subisce un anno di ritardo in un percorso pieno di imprevisti». Nonostante tutto, l’interesse per il mattone resta forte. «L’80% dei faentini vuole ancora comprare casa. È nel nostro dna: siamo disposti a fare sacrifici pur di avere un tetto sopra la testa ed è il motivo per cui amo il mio lavoro». Un consiglio? «Farsi valutare l’immobile da un professionista – conclude Baccarini – e attenzione ai documenti fake. Per l’affitto, meglio 50 euro al mese in meno con un inquilino stabile che cambiare ogni anno. Mi dispiace solo non riuscire ad accontentare tutti».

Barbara Fichera