Dal 19 al 21 settembre 2025 l’Arena Borghesi di Faenza ospiterà la seconda edizione di ULYSSES, festival che unisce musica sperimentale e arti performative. Il tema scelto per quest’anno è l’intimità, declinata attraverso concerti e performance che avvicinano in modo nuovo artisti e pubblico.

ULYSSES e il tema dell’intimità tra artisti e pubblico

ULYSSES nasce all’interno del progetto Contrasti Armonici e si propone di superare i confini del concerto canonico, desacralizzandone la forma. In questo modo viene favorita una fruizione culturale più aperta e inclusiva, capace di creare un rapporto più diretto e intimo tra chi si esibisce e chi ascolta.

L’edizione 2025 mette al centro proprio questa relazione, puntando a far incontrare la musica d’arte e di ricerca con un pubblico più ampio e coinvolto.

Gli artisti del festival

Tra i protagonisti figurano nomi di rilievo della scena contemporanea e internazionale come Renato Grieco – kNN, la violoncellista e cantante turca Ayşe Deniz Birdal, Antonio Macaretti, Francesca Vitillo, Francesco Corvi – nesso e l’artista giapponese Moe Yoshida, che porta a Faenza una performance insieme ad automi e strumenti musicali.

Il programma delle tre serate

Il festival si apre venerdì 19 settembre alle 19.30 con Renato Grieco – kNN (elettronica, voce, viola tenore) e il lavoro Un ordine delle cose. Alle 20.30 sarà la volta di Ayşe Deniz Birdal (violoncello e voce) con Toccami.

Sabato 20 settembre, sempre alle 19.30, spazio al progetto Corpo Suono Spazio con Antonio Macaretti (fisarmonica) e Francesca Vitillo (danza contemporanea). Alle 20.30 si esibirà Francesco Corvi – nesso (elettronica, video, codici) con L’embodiment dell’effimero.

Il festival si chiude domenica 21 settembre alle 19.30 con Moe Yoshida e la performance Kakkun, realizzata con automi e altri strumenti musicali.

TEMPO X, uno spazio di approfondimento

Dopo ogni esibizione il gruppo Menoventi propone TEMPO X, un intervallo trasformato in momento di dialogo e riflessione per avvicinare il pubblico in maniera inconsueta al lavoro degli artisti.