Mettersi in cammino per rilanciare la proposta educativa delle nostre parrocchie e associazioni e non abbassare l’asticella. In tutto questo la parola chiave resta una: formazione. Non solo per prevenire criticità, ma per essere una vera e autentica comunità educante, una Chiesa in cui si è tutti corresponsabili della crescita dei propri giovani. Il 13 settembre scorso in Seminario a Faenza si è svolto l’incontro del referente tutela minori, don Mattia Gallegati, il vicario generale don Michele Morandi e i referenti della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali. È stata occasione per raccontare quanto svolto in questi sei anni dall’uscita delle linee guida delle Cei che ha portato all’istituzione, anche nella nostra Diocesi, del Servizio Tutela minori. Lo scopo del servizio è quello di proteggere e tutelare minori e persone vulnerabili, mettendo in campo due azioni concrete: l’attività di prevenzione-formazione e l’ascolto-accoglienza tramite un numero di telefono dedicato alle segnalazioni. Don Gallegati, quale referente incaricato, si avvale delle competenze di un’équipe di collaboratori e di una persona nominata dal vescovo come addetta all’ascolto di eventuali segnalazioni.

Durante l’incontro del 13 settembre sono stati presentati i diversi momenti di formazione organizzati in questi anni dal servizio Tutela minori nelle comunità parrocchiali e nelle associazioni. Occasioni per riflettere e far sì che tutti siano consapevoli del mandato educativo a cui sono chiamati. L’incontro con la Consulta è stata inoltre l’occasione e per rilanciare i corsi formativi rivolti a tutti gli educatori, formatori e animatori: l’ormai consolidato Chiesa famiglia educante (in programma da aprile 2026) a cui si aggiunge il corso di aggiornamento che quest’anno ha per titolo Inutili, risorse formative. «Siamo immersi in una cultura che ci impone di ottimizzare sempre e comunque tempi, costi ed energie – spiegano i promotori del corso -. Siamo anche avvolti in un clima che sembra non saper rinunciare al profitto e alla prestazione in ogni situazione. Eppure, l’educazione si gioca sul gratuito, persino su ciò che a tanti può sembrare inutile in quanto non produce apparentemente nulla. A partire da queste suggestioni, in un percorso di tre incontri, quelli di Inutili, risorse formative, si vogliono fornire ai partecipanti un approfondimento sulla liturgia e sul gioco per crescere nel proprio cammino personale e nel servizio di educatori». Il corso partirà a gennaio prossimo, tutte le info qui.

Don Mattia Gallegati: “è richiesto un cambio di mentalità nella tutela dei minori che richiede la partecipazione di tutte le membra del corpo ecclesiale”

«L’incontro del 13 settembre è stata anche occasione di confronto sull’attuale clima culturale e la sfida che deve fronteggiare la Chiesa – ha spiegato il referente don Mattia Gallegati -. Da un lato infatti alle comunità cristiane è richiesto un cambio di mentalità nella tutela dei minori che richiede la partecipazione di tutte le membra del corpo ecclesiale, dall’altra gli operatori pastorali e tutti coloro che sono a contatto con i più piccoli non devono farsi sopraffare dalla paura con il rischio di un’azione educativa fredda e insignificante. La stella polare in questa ricerca del bene rimane lo spirito di servizio e la centralità della persona, in particolare di chi è più vulnerabile».

Samuele Marchi