Chiamarlo bar è riduttivo. Il “Dante”, a Traversara di Bagnacavallo, è stato ed è molto più di un locale. Qui si beve e si mangia, certo, ma soprattutto ci si incontra, si scambiano notizie, ci si dà coraggio. Nei giorni drammatici dell’alluvione del 19 settembre 2024, quando la frazione fu devastata da metri d’acqua e decine di case furono distrutte, il bar era diventato una sorta di quartier generale: attorno a quei tavoli ci si informava su chi fosse sfollato, su chi stesse bene, e ci si teneva uniti nella paura. «Dal 19 settembre siamo ripartiti poco più di un mese dopo, il 28 ottobre – ricorda il titolare, Dante Barattoni –. Dentro il locale avevamo avuto un metro d’acqua ferma, fuori arrivava addirittura a due o tre. Ma ho sentito da subito che bisognava riaprire il prima possibile, perché la gente ce lo chiedeva. Il paese aveva bisogno di un punto di forza. Non ho mai pensato di mollare».

Un punto di riferimento per la comunità

Oggi, sulle pareti del bar, insieme ai segni lasciati dall’acqua, ci sono testimonianze di solidarietà: magliette da calcio con il numero “10” e la scritta “Traversara” donate dal Cesena e da altre società sportive, simboli di una vicinanza che ha fatto bene a tutti. È tornata la tv, collante sociale per vedere partite ed eventi sportive. Un anno dopo, l’umore dei clienti è fatto di alti e bassi. C’è chi è deluso e sperava in un ritorno rapido alla normalità e chi sa che la ricostruzione sarà ancora lunga e complessa. «Tanta gente è ancora fuori casa e non sa se potrà rientrare – spiega Dante –. C’è chi avrebbe la propria abitazione a posto ma non può rientrare perché quelle accanto sono pericolanti. Oppure ci sono problemi di luce e gas. È una situazione complicata».

Eppure c’è una certezza: «La cosa più significativa di cui dobbiamo essere grati – dice Dante – è che non si è fatto male praticamente nessuno. Più di settanta persone sono state portate via con l’elicottero in quei momenti drammatici. Quello che conta davvero è che ci siamo salvati».

“La priorità? La messa in sicurezza del fiume. Non ci piangiamo addosso, ma chiediamo questo”

Il bar, unico della frazione, resta un presidio insostituibile. Ospita residenti, ma anche persone di fuori che arrivano per vedere i danni e portare un po’ di solidarietà. E Dante, con la sua capacità di non lasciarsi travolgere dai sentimenti negativi, è ancora un punto di riferimento. Persino con un sorriso leggero: è famoso per i suoi giochi di prestigio con le tazzine, che strappano sempre un applauso. La zona rossa di Traversara è ancora chiusa, la ricostruzione procede a fatica, e il tema della sicurezza del fiume rimane centrale. Ma nel frattempo il bar Dante tiene accesa la luce della comunità. «Non bisogna piangersi addosso – conclude –. Bisogna andare avanti. Ma sarebbe importante che non succedesse più».