«Il Credici? Una lezione di vita vera e di umanità», così lo ha definito Cecilia, 25 anni. Al suo terzo anno di servizio presso il centro estivo per persone con disabilità in Seminario continua a rinnovare la sua disponibilità. «Il Credici è un ricaricare le batterie, un vero toccasana per la mente, il cuore e lo spirito. – e ancora ha aggiunto –. Il Credici ti insegna a guardare alle vere difficoltà della vita con sguardo rinnovato; ti insegna, attraverso gesti semplici e naturali a riconoscersi in un’umanità condivisa, fatta di gioie, ma anche di fragilità. Si tratta di crescere in tutti i sensi, nella relazione con sé stessi, con l’altro e con Dio». La continua e rinnovata motivazione di Cecilia nasce dall’importante risposta, offerta dal gruppo di educatori e ragazzi del Credici, all’esigenza di trovare uno spazio in cui poter essere sé stessi, senza pregiudizi o discriminazioni.
Il centro ricreativo dedicato a ragazzi con disabilità

Ospitato negli spazi del Seminario Vescovile “Pio IX” di Faenza, il centro ricreativo Credici, dedicato a ragazzi con disabilità, si è tenuto, anche per quest’anno, durante la settimana di ferragosto. Tanti i ragazzi che vi hanno partecipato, da un anno in attesa di quello che, ormai da più di dieci anni, è per loro un evento di incontro, scoperta e divertimento. Allo stesso tempo, anche per l’edizione venti-venticinque non sono mancate le forze di tanti giovani educatori, pronti a rinunciare a una porzione di estate per dedicare tempo a un prezioso servizio per tutta la comunità. Ad accompagnare le calde giornate di agosto, la storia del burattino più famosi di tutti i tempi, Pinocchio, nella cui storia sono stati ambientati giochi e laboratori. Gratitudine e riconoscenza emergono anche dalla testimonianza di Alberto, 28 anni, deciso a partecipare al Credici mosso dal desiderio di dedicare il proprio tempo per qualcosa per cui davvero vale la pena spendersi, «È un’esperienza da fare – ha detto –. C’è davvero bisogno di sensibilizzarsi circa il tema della diversità e in essa riconoscerci tutti» e ha continuato sottolineando quanto custodito in seguito all’esperienza vissuta. «Il senso di accoglienza e di accettazione trasmesso dai ragazzi, insieme al loro entusiasmo e alla loro gioia nel passare tempo con noi sono elementi caratteristici di pochi altri contesti. Questi sono i grandi tesori che si nascondono dietro le giornate di cre estivo e che, con grande piacere, mi porto nel cuore».
“Gustare le piccole cose della vita”
«I ragazzi del Credici ti insegnano a gustare davvero le piccole cose della vita, a riconoscere quanto dietro ciascuna di esse si nasconda un mondo di gioia» così ha commentato questa iniziativa Giovanni, 22 anni. Al suo secondo anno di servizio si sente profondamente cambiato dall’esperienza vissuta, sia da un punto di vista relazionale, ma anche e soprattutto da un punto di vista spirituale. A contribuire alla buona riuscita del Credici è per Giovanni l’aria che si respira durante le cinque giornate di centro ricreativo. «L’aria del Credici è vitale – dice –. C’è aria di totale libertà e questa è quella che fa la differenza: un’aria in cui ci sente liberi di tirare fuori se stessi senza la paura di essere giudicati». Per Chiara, 20 anni, è stata la prima esperienza al servizio di ragazzi con disabilità. Chiara ha deciso di rispondere affermativamente a questo tipo di chiamata per il desiderio di misurarsi con una realtà a lei sconosciuta e l’esigenza di mettersi in gioco. «Il Credici è pura e semplice gioia. I ragazzi sono felici semplicemente per il fatto di essere lì in compagnia. La felicità dei ragazzi è spontanea, genuina e disinteressata» e ancora aggiunto: «quello che custodisco di questa esperienza è il gusto delle cose semplici e la gioia di fare qualcosa senza secondi fini, solamente perché è bello stare insieme ed essere lì». Louise, 27 anni, dopo aver respirato per la seconda volta l’atmosfera unica del Credici, è testimone dei preziosi doni ricevuti dai partecipanti del centro estivo. «Dai ragazzi del Credici – commenta – traspare in maniera molto esplicita una felicità e un entusiasmo contagiosi» e ancora ha aggiunto «questo, oltre agli aneddoti più divertenti e alle profonde relazioni instaurate, quello che mi porto a casa dal Credici: la voglia di diffondere la gratitudine e la gioia che trasparisce da questi ragazzi».
Lisa Berardi














