Lunedì 15 settembre è suonata la prima campanella anche per gli oltre 10mila studenti faentini che sono dunque tornati sui banchi. L’anno scolastico 2025-26 si presenta denso di sfide per la scuola italiana, che si trova a fronteggiare un calo demografico sempre più evidente e il problema ormai annoso dell’inadeguatezza delle infrastrutture scolastiche. Secondo una recente indagine di Tuttoscuola addirittura nove edifici scolastici su dieci non sarebbero a norma. Per approfondire questi temi e il loro impatto sul nostro territorio abbiamo incontrato Martina Laghi, assessora alla scuola del Comune di Faenza.

Intervista all’assessora Martina Laghi

Assessora Laghi, il calo demografico in atto incide anche sulle scuole della Romagna Faentina?

Sì, anche nel nostro territorio il numero dei nuovi nati è costantemente in calo e questo ovviamente ha un riflesso sul numero degli alunni.
In totale, gli studenti che frequentano le scuole della Romagna Faentina, quest’anno, sono circa 13.500, in calo di 300 unità.
La contrazione si avverte in misura più marcata nelle scuole dell’infanzia, dove ci sono 1.735 bambini iscritti, a fronte dei 1.863 dello scorso anno (-6,9%). Si tratta, tra l’altro, di un dato attendibile perché nel faentino il 96% dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia.
Sono in calo anche gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado mentre risultano stabili gli iscritti alle scuole superiori ma, se non si inverte la tendenza, è solo questione di tempo prima di registrare una diminuzione anche in questi istituti.

Qual è invece la situazione a Faenza?

Gli studenti faentini sono 10.400, in calo di circa 200 unità rispetto allo scorso anno scolastico. Anche in questo caso la diminuzione di iscritti si avverte maggiormente nelle scuole dell’infanzia.

Ci sono zone della città dove la denatalità impatta maggiormente?

Il calo demografico, dai dati in nostro possesso, incide di più in zona Borgo e San Rocco rispetto al centro storico.

C’è il rischio di dover chiudere delle scuole o accorpare classi nelle frazioni del faentino?

No, fortunatamente non corriamo questo rischio, neanche nei prossimi anni. Il calo demografico si sente ovviamente anche a Reda e Granarolo, ma i numeri per mantenere attiva almeno una sezione, per ciascun anno, ci sono.

Quali politiche sta mettendo in campo l’amministrazione comunale, a sostegno delle famiglie?

Come Comune ovviamente non possiamo mettere in campo interventi strutturali che possano invertire il trend legato alla natalità però riteniamo importante creare reti di supporto per le famiglie con figli, che si trovano ad affrontare tante sfide, non soltanto economiche.
Abbiamo dunque lavorato ad alcune agevolazioni tariffarie per il servizio mensa, che per tante famiglie è un costo obbligato, andando oltre il criterio dell’Isee. Da quest’anno scolastico infatti, a partire dal secondo figlio iscritto al servizio mensa, sarà applicata una riduzione del 50% sul costo del pasto. La misura è valida anche per chi frequenta le scuole paritarie, perché vogliamo supportare tutte le famiglie, senza disparità. Si tratta di un provvedimento complesso da applicare, dal punto di vista operativo, ma che consideriamo importante perché comporta risparmi fino a 600€ per un nucleo familiare. Ci sono poi tante azioni di accompagnamento alla genitorialità messe in campo dal Centro per le Famiglie.

Capitolo infrastrutture, quali sono i principali lavori in corso sugli istituti scolastici, tra Pnrr e ricostruzione post alluvione?

Si sono recentemente conclusi, grazie ad un investimento pari a 800mila euro tra fondi Pnrr e risorse comunali, i lavori di ampliamento dell’asilo nido comunale Pepito, che ci consentiranno di avere, già da quest’anno, quindici posti in più.
È poi in fase di ristrutturazione il tetto dell’Istituto Bendandi, grazie ad uno stanziamento pari a 180mila euro a carico del Comune ed un intervento analogo riguarderà la scuola dell’infanzia Charlot. Andremo poi a riqualificare, grazie ad un investimento di 230mila euro, le aree esterne di tutti gli istituti scolastici cittadini. I cortili delle scuole, come abbiamo imparato durante il periodo covid, sono spazi didattici e ricreativi fondamentali e dunque crediamo sia importante intervenire in maniera strutturata.

Novità invece sulla ricostruzione dell’asilo Il Girasole?

La struttura commissariale ha stanziato i 5 milioni di euro necessari per la ricostruzione della scuola che sorgerà su una struttura sopraelevata, per motivi di sicurezza, sarà moderna e circondata da spazi verdi. L’obiettivo è concludere i lavori entro la primavera del 2027.
Entro la fine di quest’anno inizieranno gli interventi di bonifica e demolizione, anche per dare un segnale concreto ad un quartiere che ha sofferto molto, a causa dell’alluvione, e che ci ha sempre chiesto di ricostruire la scuola, nella sua sede originaria, in piena sicurezza.

Come amministrazione avete mai ragionato sulla possibilità di non ricostruirla, visto il calo demografico in corso, oppure di edificarla in un’altra zona?


No, fin da subito ci siamo attivati per la ricostruzione del Girasole, senza ragionare su sedi alternative. Si tratta dell’unica scuola statale dell’infanzia adiacente al centro storico e rappresenta un simbolo di speranza per tutta la zona di via Lapi e dintorni. Nonostante il calo delle nascite, i numeri per attivare quattro sezioni, come nel periodo pre-alluvione, ci sono.

Samuele Bondi