Il Mercato Coperto di Russi ha riaperto i battenti lunedì scorso, 8 settembre (foto Gianni Zampaglione).
Mercato coperto pienamente operativo

I commercianti, che da fine maggio in via temporanea erano operativi nel piazzale antistante la struttura, sono potuti rientrare nei loro box nei tempi previsti, prima della Fira di Sett Dulur. Cosa importante per le singole attività che hanno vissuto mesi di disagio, sebbene siano state messe in condizione di continuare a lavorare. Siamo alla vigilia della Fira e questo consente di ripristinare piazza Gramsci come spazio storicamente destinato a una parte del luna park che la prossima settimana giungerà in città per animare la grande festa cittadina di metà settembre.
Gli operatori commerciali del Mercato Coperto sono tornati all’interno della struttura, per l’esattezza, in quattro. Due frutta e verdura, un alimentari e una pescheria che è ripartita martedì, poiché al lunedì osserva giorno di chiusura. Un solo esercizio resta chiuso ed è quello del macellaio, proprio quello da cui a metà del mese di maggio scorso si erano scatenate fiamme e grande fumo. Attività che da subito, e ora se ne ha ulteriore conferma, non sembra in grado di ripartire. Al tempo la struttura venne interdetta al pubblico e agli operatori l’Amministrazione comunale ha offerto l’opportunità di trasferirsi provvisoriamente in piazza Gramsci, appena fuori la struttura con disponibilità di allacci elettrici e uso di frigoriferi, di container e di furgoni. Nell’immediato il Mercato è stato aperto per far uscire l’odore acre di tutte le cose raggiunte dal fuoco. E mentre passavano le settimane, i tecnici studiavano il da fare. Ai lavori di pulizia e ripristino si è potuto dare il via solo a inizio luglio, con una ditta specializzata proveniente da Udine, ma è stato sufficiente per raggiungere in tempo il risultato voluto. Riguardo ai costi aggiuntivi di questi mesi, come per i minori guadagni, gli operatori confidano nel rimborso assicurativo.
Confida nel recupero assicurativo anche l’Amministrazione comunale che ha speso circa 90mila euro per servizi di pulizia e bonifica, e relativi oneri di discarica, considerata la classificazione di rifiuti speciali.
g.d.














