«Possibile abbassare il volume della musica delle giostre?» Alla richiesta del parroco don Luca per la mattina della domenica della Fira 2024, i giostrai risposero «Sì!». E la cosa potrebbe ripetersi quest’anno. Anzi, Roberto Berti dice che la cosa si ripeterà. Il luna park è una componente importante della festa che Russi dedica alla Madonna Addolorata.

Una storia che risale agli anni ’30

Una storia che riguardo al Luna Park ha le sue origini negli anni Trenta a Ravenna. Una famiglia ,che possedeva una vecchia giostra con cavalli di legno e non disponeva di grandi risorse economiche, pensò bene di emigrare negli Stati Uniti. Là c’era lavoro e si raccontava che qualche soldo si poteva riuscire a farlo. Quella vecchia giostra, che avrebbe avuto bisogno di una ristrutturazione accurata, già rendeva poco e rimase pure abbandonata. Ma quelli della festa di San Rocco cominciarono subito a cercare qualcuno che potesse rimontarla e consentire ai più piccoli di farci qualche giro. Per questo interpellarono Angelo Berti, falegname. Fatto il restauro, Angelo si preoccupò anche di metterla in funzione. E fu vera festa per tutti nel quartiere, soprattutto per i più piccoli. Pochi anni dopo Angelo fu interpellato perché portasse a Russi quella splendida giostra. «Ma non ho i mezzi per portarvela», disse. A questo punto entrarono in campo quelli del gruppo dei birocciai, gli autotrasportatori del tempo. Da allora la giostra iniziò a muoversi in tante località, dopo Russi andò a S. Alberto, Savarna e Santerno. Poi, raggiunse anche Faenza. Dopo Angelo, dal 1941 fu suo figlio Silvio a prendere in mano l’attività, fino al 2001, anno in cui la gestione è passata al figlio Roberto e a sua moglie Loredana.

Intervista a Roberto Berti

Li abbiamo incontrati a Russi, alla Fira dell’Addolorata di settembre 2024, con le loro due attrazioni: la giostra per bimbi (che nel tempo ha sostituito quella dei cavalli di legno) e la pesca con le ocarine. Con loro ci siamo dati appuntamento per questa breve chiacchierata alla vigilia della Fira. Roberto è anche un punto di riferimento per il dialogo giostrai e Amministrazioni pubbliche, al fine di gestire collocazione, presenza e problematiche varie legate agli spettacoli viaggianti.

Roberto, continui l’attività di famiglia?

Sì, oggi vivo a Ravenna e giro la Romagna. Mi sono sposato a Punta Marina nel 1987. Quell’anno avemmo pure occasione di incontrare monsignor Ersilio Tonini. Che emozione! Mia moglie fu cresimata da lui. Ma anche il Luna Park per noi è emozione. Un’antica tradizione di famiglia che ogni volta che entra in funzione rallegra noi quanto i bimbi e i loro genitori. Ed è lavoro per la famiglia.

Ogni anno quante feste animate?

Sono tante in provincia e dintorni. La stagione annuale inizia con la Segavecchia, di Forlimpopoli e di Cotignola. Poi abbiamo Lugo e la Pentecoste di Castel Bolognese. Quindi c’è Faenza e poi l’estate nelle località marine. A fine estate arriva Russi con la Fira.

Fare il giostraio rende bene?

Non possiamo lamentarci, ma ultimamente il costo del gasolio si sta facendo sentire. Quando ci spostiamo abbiamo bisogno di mezzi importanti che consumano molto. E questo potrebbe incidere sulle nuove generazioni dei giostrai e sulla loro volontà di proseguire l’attività.
Senza dimenticare che anche questa attività, come l’agricoltura o come ogni festa di paese, si svolge a cielo aperto. Dunque, serve un augurio finale di bel tempo per tutti.

Giulio Donati