A un anno di distanza dall’ultima alluvione che ha colpito Faenza proseguono gli interventi per innalzare la sicurezza idraulica della città, in vista dell’autunno. In particolare, durante i mesi estivi, ha preso forma l’area di resistenza nei pressi di via Cimatti. Il progetto è ormai noto e riguarda un’area agricola di 20 ettari, concepita per trattenere le acque che potrebbero fuoriuscire dal torrente Marzeno.
L’infrastruttura, con una capacità di 380mila metri cubi d’acqua, punta a prevenire eventi simili a quelli del 3 maggio 2023 e del 17 settembre 2024, che hanno colpito duramente soprattutto il Borgo. Con il vicesindaco Andrea Fabbri, facciamo il punto sullo stato dei lavori.

Intervista al vicesindaco Andrea Fabbri

Fabbri, quando sarà pronta l’area di resistenza?

I lavori in via Cimatti procedono. Hanno subito solo un piccolo stop, nei giorni scorsi, a causa di adempimenti a cui, come Comune, non possiamo sottrarci. Non dimentichiamo infatti che siamo riusciti a dare forma a questo progetto, forzando la mano a livello istituzionale. Nei prossimi giorni i lavori comunque riprenderanno e ciò che conta maggiormente è che quest’area, dal punto di vista della sicurezza idraulica, è già pronta per essere utilizzata.

Quindi, in caso di un’eventuale esondazione del Marzeno potrà svolgere il suo ruolo?

Sì, il rilevato parallelo a via Cimatti, realizzato per evitare l’ingresso delle acque nel quartiere è pronto così come il contro argine, eretto per evitare che l’acqua trattenuta possa erodere l’argine del Lamone.
In caso dunque di evento meteo importante, con conseguente esondazione del Marzeno l’opera è pronta a proteggere il Borgo.

Cosa manca dunque affinché possa dirsi completa?

La strada di accesso, il miglioramento delle pendenze e l’ottimizzazione della capacità di invasare l’acqua. Salvo rallentamenti dovuti al meteo, contiamo di terminare questi interventi entro i prossimi due mesi. Entro fine anno poi riusciremo a dotarci anche delle pompe fisse, per svuotare l’area dall’acqua. Nel frattempo, in caso di bisogno, utilizzeremmo le pompe mobili.

Non ci sarà più bisogno dunque del “piano b”, ovvero della chiusura del ponte della circonvallazione, in caso di allerta?

Con l’area di resistenza utilizzabile riteniamo non ce ne sia bisogno. I blocchi in calcestruzzo e gli altri materiali rimarranno comunque a disposizione del Comune e potranno essere utilizzati, in caso di emergenza, anche in altre aree della città.

Quando è in programma la riapertura al traffico, in entrambi i sensi di marcia, di via Cimatti?

Da lunedì 22 a venerdì 26 settembre si svolgeranno i lavori per liberare via Cimatti dai blocchi di cemento e dal rilevato provvisorio, che ora sono sulla strada e la circolazione tornerà alla normalità. Successivamente, da lunedì 6 a venerdì 10 ottobre verranno invece abbattuti, per motivi di sicurezza, alcuni alberi. Tutti i lavori saranno eseguiti dalle 8.30 alle 16.30, per interferire il meno possibile con la viabilità legata alle lezioni scolastiche.

Il Comitato Borgo ha segnalato la presenza di argini più bassi, in zona via Cimatti e via De Gasperi. Qual è la posizione dell’amministrazione?

Il problema legato alla presenza delle cosiddette corde molli (tratti arginali ribassati) è noto e ne è a conoscenza anche la Regione, che si è fatta carico della sua risoluzione. Sappiamo che è stato avviato l’iter per affidare i lavori e ci aspettiamo quindi che il cantiere parta al più presto. Sicuramente, come amministrazione, terremmo alta l’attenzione e continueremo a sollecitare la Regione affinché intervenga.

Ci sono cantieri sugli argini cittadini attualmente attivi?

Sì, sono in corso i lavori per ripristinare l’argine in zona Orto Bertoni, che presentava diverse fessurazioni. Questo credo sia un segnale importante per il quartiere e la città ma a seguire ci aspettiamo, appunto, l’avvio di altri cantieri sui nostri argini.

Samuele Bondi