Una lunghissima invettiva di un’ora, quella del presidente americano Donald Trump, che ha tenuto martedì 23 scorso, una “lezione” alle nazioni membri presenti all’Assemblea generale dell’Onu, incentrata sull’età dell’oro degli Usa e su quelli che considera i grandi mali del mondo: l’agenda migratoria globalista e la grande truffa ambientalista. La platea ha riso alle sue battute, applaudito solo quando ha chiesto ad Hamas di liberare gli ostaggi e poco altro. Il resto è stata propaganda, in un tono così diretto che ci fa riflettere sul futuro degli Usa, ma anche del mondo.

L’unico leader in grado di risolvere i problemi del mondo

Trump si è autocelebrato e ha accusato l’Onu di essere inefficace, presentandosi come l’unico leader in grado di risolvere i problemi del mondo, dai conflitti all’immigrazione, dalla minaccia del nucleare all’energia. Mentre sono guerre in corso a Gaza, in Sudan e in Ucraina (“la chiuderò in 24 ore”), Trump ha sostenuto di aver risolto conflitti in tutto il mondo, “come mai nessun leader nel mondo”.

Ho fatto terminare sette guerre in sette mesi

Prendendosi il merito di aver posto fine ai conflitti tra Israele e Iran, Cambogia e Thailandia, e Armenia e Azerbaigian, Trump ha nuovamente incolpato il suo predecessore, Joe Biden, della decisione della Russia di invadere l’Ucraina. Ha inoltre affermato che Cina e India stanno finanziando la guerra acquistando petrolio russo, e ha detto di essere pronto a imporre ulteriori dazi contro la Russia – finora solo promessi e mai posti in essere – se non accetterà un cessate il fuoco, ma solo se l’Europa interromperà tutti gli acquisti di petrolio e gas russi.

La più grossa truffa: i cambiamenti climatici

Trump è andato ben oltre i quindici minuti concessi, per attaccare l'”energia verde”, definendola la “strada che porta alla bancarotta”. Il presidente ha definito “la più grossa truffa perpetrata al mondo” il cambiamento climatico e “un’altra truffa” gli accordi di Parigi sul clima.

Chiudete i confini o andrete all’inferno

Sull’immigrazione, punto intorno al quale è tornato più volte, il presidente americano ha dichiarato che “è tempo di mettere fine ai confini aperti” e inviato gli altri Paesi a seguire il suo esempio. “O finirete nell’inferno”, ha avvertito. Oltre a Biden, Trump ha preso di mira avversari politici e alleati della Nato, in particolare gli europei, accusati di “finanziare la guerra contro loro stessi”, acquistando gas e petrolio russo.

La questione Palestinese

Sulla questione palestinese Trump ha ribadito la sua posizione: non ne riconoscerà lo Stato come hanno fatto, invece, alcuni suoi alleati, come Regno Unito e Francia. Trump ha, invece, ripetuto la sua richiesta del “rivogliamo tutti gli ostaggi” da Gaza, senza menzionare la questione delle modalità israeliane per prendere la città di Gaza né le sue precedenti promesse di far arrivare più cibo e aiuti all’enclave palestinese.

I dazi e la diplomazia

“I dazi sono un meccanismo di difesa durante l’amministrazione Trump. Vogliamo assicurare che il sistema funzioni per difendere la nostra sovranità e contro le nazioni che si sono approfittate della precedente amministrazione Usa e di Sleepy Joe Biden”. Un’ulteriore riprova delle sue “capacità” di governare i delicati passaggi diplomatici mondiali in questi giorni.

Come dicevano i latini: “Mala tempora currunt”.

Tiziano Conti